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Diritti umani

Obiettore di coscienza condannato a 15 mesi di carcere

ISTANBUL (DİHA) – Mehmet Tahnan un obiettore di coscienza in Turchia è stato condannato a 15 mesi di prigione e a 9000 lire turche nonostante le relative sentenze della (Corte europea dei diritti umani).

Il Tribunale militare della provincia di Sivas ha condannato l’obiettore di coscienza Mehmet Tarhan per “disobbedienza agli ordini”ordinandogli di scontare 15 mesi di carcere e pagare una multa di 9.000 lire turche.

“La sentenza del tribunale militare è contro sia alla costituzione e alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).Contro tutto questo noi faremo ricorso”,ha affermato Tarhan.

Cronologia degli eventi

Annunciando la sua obiezione di coscienza nel 2001,Mehmet Tarhan è stato arrestato l’8 aprile 2005 nella provincia occidentale di Izmir,e inviato a una caserma militare nella provincia di Tokat.Il 10 agosto 2005, è stato condannato a 4 anni di carcere per disobbedienza.Nel mese di ottobre dello stesso anno, ha iniziato uno sciopero della fame dopo essere stato costretto a tagliarsi la capelli e la barba.Nel novembre 2005, la Corte di cassazione militare ha annullato la sentenza.

Più tardi, Tarhan presentato una denuncia alla ECHR ,affermando di essere stato costretto a tagliarsi i capelli e la barba nonché di essere stato picchiato da altri soldati.Nel luglio 2012, la ECHR ritenuto la Turchia colpevole di aver violato la Dichiarazione europea dei diritti dell’uomo agli articoli 3 e 9, ordinando alla Turchia di pagare a Tarhan 10.000 euro.

Il 22 novembre 2011,la Turchia è stata anche ritenuta colpevole nel caso di Yunus Erçep,un testimone Geova che ha rifiutato il servizio militare per motivi religiosi. In tal caso, ECHR ha rilevato che la Turchia ha violato l’articolo 9 sulla libertà di pensiero, coscienza e fede.

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