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Staffetta a Suruç

Isis attacca dalla parte turca del confine

Camion bomba dell’Isis fa 8 morti e 25 feriti.Questa notte un finto camion di aiuti umanitari ha passato il gate del confine tra Turchia e Siria ed è entrato nella città di Kobane. Si è trattato in realtà di un camion-bomba esploso nella zona controllata da Ypg e Ypj che ha causato, ad oggi pomeriggio, 8 morti e almeno 25 feriti.

Già questo fatto è gravissimo, sia per la matrice terroristica adottata dall’Isis sia perchè è entrato da un confine strettamente controllato dall’esercito turco. Tanto per farvi capire, ieri abbiamo visto fermare al primo checkpoint militare un’ambulanza ed essere trattenuta a lungo.

kobane ambulanza

L’altro fatto molto grave è che milizie dell’Isis hanno attaccato la città di Kobane dalla parte turca del confine, a nord della città di Kobane da alcuni silos di grano. Isis sta cercando di conquistare il gate, perchè questa zona rappresenta la principale via di approvvigionamento, nonché via di fuga per feriti e civili per Ypg e Ypj. E’ evidente l’importanza strategica di questo punto.Come si vede chiaramente dalla seguente foto i silos (sull’estrema destra dell’immagine) sono a poche centinaia di metri da un campo di militari turchi. Come è possibile che le milizie dell’Isis abbiano potuto attaccare indisturbate in una zona completamente controllata dall’esercito turco?

campo turco

E’ da tempo che si denuncia che il confine sia poroso per l’Isis, ma oggi c’è stato un inquietante precedente.

Nel primo pomeriggio poi circa mille persone si sono radunate velocemente nel villaggio di Mehesser. Girava voce di un possibile sgombero del villaggio. Al calar del sole la minaccia è rientrata, però è da tempo che il governo turco vorrebbe creare una zona cuscinetto tra il confine e la città di Suruc. L’immediata mobilitazione di oggi è stata sicuramente un ottimo deterrente.

La difesa di questo e degli altri villaggi diventa fondamentale per impedire che il governo turco e l’Isis acquisiscano maggiore libertà di movimento.

Teo, Marko, Jacopo e Enea, Centri Sociali del Nord Est

 

 

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