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Uiki: La situazione dei profughi di Kobanê si aggrava

Con l’arrivo dell’inverno il Coordinamento Crisi di Kobanê in un rapporto evidenzia la situazione drammatica dei circa 180.000 profughi della città di Kobanê dove tutt’ora si combatte.

Il coordinamento, costituito da componenti del Partito Democratico delle Regioni (DBP), del Congresso della Società Democratica (DTK), del Partito Democratico dei Popoli (HDP) e dell’Associazione per la Solidarietà e gli Aiuti al Rojava, in un rapporto ha criticato l’insufficiente approvvigionamento per i profughi da parte delle autorità turche.

Anche se rappresentanti del governo ripetono costantemente che hanno aperto le braccia ai profughi Kobanê, sappiamo che nei campi profughi dell’autorità turca per la gestione delle catastrofi e delle emergenze (AFAD) che è legata all’ufficio del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono stati accolti solo 6.100 profughi. A tutti gli altri devono provvedere le amministrazioni locali con i loro mezzi limitati e senza avere alcun sostegno da parte delle autorità turche”, si afferma nel rapporto.

Secondo il coordinamento solo nella città di frontiera nel distretto di Pîrsûs (Suruç) nei campi profughi dell’amministrazione cittadina sono attualmente alloggiati 46.865 profughi. Altre città che hanno accolto un grande numero di profughi sono Riha (Urfa) con circa 35.000, Bêrecûg (Birecik) con 15.000, Heweng (Bozova) con 12.000 e Amed (Diyarbakir) con 11.000 persone.

La maggiore difficoltà nei campi profughi in questo momento è costituita dal freddo che arriva in questa stagione. Molte tende nelle quali sono sistemate le persone non sono destinate all’inverno. In particolare in vista dell’imminente arrivo dell’inverno il Coordinamento Crisi di Kobanê ha fatto appello per una solidarietà e un sostegno concreto maggiori per le persone che sono dovute fuggire da Kobanê. Tramite le campagne di sostegno che ci sono state fino ad ora, le persone hanno ricevuto 240 camion di aiuti, tra cui 88 camion che dall’inizio dell’attuale ondata di attacchi di Stato Islamico hanno potuto attraversare il confine e essere portati a Kobanê.

Una parte delle raccomandazioni di azione del Coordinamento Crisi di Kobanê sono le seguenti:

• La popolazione del Kurdistan e della Turchia deve avviare una mobilitazione per i profughi di guerra di Kobanê per venire a capo del problema degli alloggi e dell’alimentazione. Il sostegno inizialmente grande da parte della popolazione deve essere nuovamente mobilitato. In considerazione dell’arrivo dell’inverno servono soprattutto vestiti pesanti e caldi e coperte.

• Perché i necessari aiuti umanitari e militari possano raggiungere Kobanê serve la rapida istituzione di un corridoio che attraversa il confine e che deve essere percorribile per il tempo necessario.

• Serve un cambiamento di fondo della politica del governo turco per quanto riguarda la popolazione curda. Di questo fa parte il riconoscimento dei cantoni di Cizîre, Kobanê e Afrîn nel nord della Siria e l’avvio di relazioni con gli stessi.

• Servono aiuti internazionali perché l’area abitativa a Kobanê che è stata distrutta dagli attacchi di Stato Islamico possa essere ricostruita.

• Alle necessità per quanto riguarda alloggio, generi alimentari e vestiario di decine di migliaia di profughi, al momento sta provvedendo prevalentemente un coordinamento costituito da DTK, DBP e HDP. Va instaurata immediatamente la comunicazione tra il coordinamento, il governo centrale, l’ONU e l’UNICEF.

• La politica del governo turco nei confronti delle e dei combattenti feriti, così come quella nei confronti dei civili provenienti da Kobanê non è più accettabile. Attacchi arbitrari e arresti di persone in cura presso gli ospedali devono cessare.

• Tutti i profughi di Kobanê devono essere registrati dall’AFAD. La fornitura di aiuti da parte dell’AFAD non deve essere impostata in modo selettivo e gli aiuti devono essere forniti a tutti in modo paritetico.

 

L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia (UIKI-Onlus)

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