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Kurdistan

Salih Muslîm: A Kobanê avremo la meglio

Il co-presidente del PYD Salih Muslim, a Copenaghen per incontri diplomatici, ha detto che Kobanê, che sta resistendo agli attacchi delle bande di ISIS, otterrà la vittoria. Muslim ha parlato in occasione di un evento organizzato da FEY-KURD, nel quale ha espresso valutazioni sugli sviluppi recenti.

Oltre mille persone dal Kurdistan hanno partecipato all’incontro di ieri sera a Copenaghen. Salih Muslim ha detto che il modello di autonomia democratica costruito nel Rojava ha frustrato i poteri dominanti con interessi nella regione, motivo per il quale gli attacchi di ISIS sono stati intensificati.

Muslim ha aggiunto che questa non è una situazione nuova, dato che le forze delle YPG hanno risposto ad attacchi mirati a strangolare la rivoluzione del per18 mesi.

Muslim ha detto che Kobanê sta combattendo una lotta totale contro gli attacchi di ISIS, aggiungendo che spezzare questa resistenza non è facile e che il coraggioso popolo di Kobanê trionferà.

Muslim ha detto: “Kobanê è il nostro onore e noi la difenderemo”, aggiungendo che hanno bisogno di armamenti pesanti, come missile anticarro per contrastare i veicoli blindati e l’equipaggiamento avanzato di cui dispone ISIS.

Muslim ha detto che le bande di ISIS sono assassini reclutati da quegli stati che non riescono a digerire il sistema democratico costituito dai curdi nel Rojava, aggiungendo: “Abbiamo costruito un sistema che riconosce differenti fedi, i diritti delle donne e le lingue madri di popoli diversi. E il petrolio è nelle mani del popolo, non delle compagnie petrolifere.”

Muslim ha detto: “Tutto questo non sta bene a quegli stati e dato che non possono dichiarare guerra a un sistema democratico, hanno cercato assassini mercenari e ISIS faceva al caso loro.”

Muslim ha anche citato il progetto di legge approvato dal parlamento turco, dicendo che va verificato come gli verrà dato seguito. “Se verranno fatte azioni dannose a comunità, ci sarà una reazione dura. Stanno parlando di una zona cuscinetto. Noi diciamo che c’è un’amministrazione nel Rojava.

Considereremo ogni azione intrapresa senza consultare questa amministrazione come un’occupazione e ci opporremo,” ha concluso.

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