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Retekurdistan.it | 19 settembre 2019

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»Amministratori coatti agiscono come una potenza occupante«

»Amministratori coatti agiscono come una potenza occupante«

21 agosto 2019


AKP sotto pressione: dopo la destituzione di sindaci HDP in Turchia si forma la resistenza dell0opposizione. Un colloquio con Leyla ImretLeyla Imret è co-Presidente della rappresentanza HDP in Germania e è stata sindaca di Cizre, una citta nelle province curde nel sudest della Turchia. Dal 2017 vive in esilio a Brema

Su iniziativa del Ministero degli Interni turco nelle metropoli Diyarbakir, Mardin e Van i sindaci Selcuk Mizrakli, Ahmet Türk e Bedia Özgökce Ertan dell’HDP di sinistra (Partito Democratico dei Popoli, jW) lunedì sono stati destituiti dall’incarico. Come si è arrivati a questo?

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan cerca di mantenersi al potere con ogni mezzo. Già ne 2015 ha congelato il corso verso la pace con i curdi in Turchia. Io stessa il 9 settembre 2015 sono stata la prima dei 90 su complessivamente 103 sindaci di città curde legittimati democraticamente che lo Stato turco ha destituito dall’incarico, dopodiché sono fuggita in Germania.

Cizre è stata messa in amministrazione forza nel 2016. Ci sono stati coprifuoco mentre l’esercito turco bombardava le città curde. Nonostante la dura repressione alla vigilia delle elezioni comunali del 31 marzo di quest’anno, la popolazione ha votato di nuovo politiche e politici HDP come sindaci. Inoltre il conto che Erdogan aveva fatto destituendo il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu del CHP appena eletto con il sostegno dell’HDP non è tornato. A giugno la popolazione lo ha votato di nuovo. Ora il regime ricorre di nuovo alla violenza.

Perché il governo in questo momento fa di nuovo arrestare politici HDP?

I sindaci neo-eletti insieme alla popolazione curda hanno di nuovo iniziato a amministrare le loro città. Nel farlo si è visto che le città sono completamente indebitate. Le amministrazioni forzate fedeli al regime hanno costantemente procurato denaro alle loro famiglie, membri del partito e gruppi di lobbisti. Che ora il blocco democratico si unisca contro l’AKP di Erdogan, per il partito è un grande problema.

Qual è la situazione all’interno del governo?

Ci sono strappi all’interno della coalizione dell’AKP con l’MHP di estrema destra. Dall’MHP nell’ottobre 2017 è nato lo »İyi Parti« (»Buon Partito«). Anche nell’AKP ci sono deviazionisti che minacciano la creazione di un partito. Dato che Erdogan potrebbe perdere la sua maggioranza, usa come valvola di sfogo costruzione e pressioni contro la popolazione curda.

Che effetti hanno le azioni di lunedì?

Non si tratta solo del fatto che sindaci sono stati arrestati per presunta »appartenenza a un’organizzazione terroristica« e »propaganda terroristica«. Piuttosto viene punita la popolazione spezzando la volontà che ha espresso nelle elezioni. Negli ultimi mesi nelle zone curde era di nuovo iniziato un processo democratico, ora però gli amministratori coatti guidati dal regime a Ankara si comportano come una potenza occupante. La polizia circonda i municipi e usa lacrimogeni contro la popolazione che protesta.

L’attuale terrorismo di Stato contro l’opposizione di sinistra e curda per altro in diverse località era già iniziata la scorsa settimana. Più di 28 erano state arrestate per presunti sospetti di terrorismo, di cui molte a Izmir. Noi pensiamo che altri comuni verranno messi in amministrazione forzata, probabilmente anche Istanbul.

Cosa la fa ritenere che l’AKP potrebbe di nuovo andare contro il CHP socialdemocratico?

L’HDP ha fatto molto perché in molti comuni anche il CHP entrasse nei municipi. Finora la repressione ha colpito per lo più la sinistra curda, ma ora c’è coesione nel blocco democratico. Ma Erdogan ha reso chiaro che chiunque venga eletto, alla fine comanda lui. Questo è un colpo alla democrazia.

Lei spera nel fatto che dall’estero ci sia un sostegno rilevante per l’opposizione?

Quando a Istanbul è stato destituito Imamoglu c’è stato molto sostegno attraverso proteste pubbliche in Europa. Erdogan si è dovuto moderare, non ha potuto impiegare un’amministrazione forzata. Ora inizia di nuovo la pressione dell’opinione pubblica democratica. In molte città europee ci sono state proteste contro il golpe politico contro le amministrazioni cittadine elette di Diyarbakir, Van e Mardin. Questo è un segnale importante.

Intervista di Gitta Düperthal
da junge Welt

https://www.jungewelt.de/artikel/361183.erdogan-geht-gegen-opposition-vor-zwangsverwalter-agieren-wie-eine-besatzungsmacht.html


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