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Retekurdistan.it | 22 novembre 2019

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Islamisti liberati a suon di bombe

Islamisti liberati a suon di bombe

13 ottobre 2019


Centinaia di appartenenti a IS in Siria del nord riescono a fuggire. Presidente USA ordina il ritiro delle truppe-Centinaia di membri stranieri di »Stato Islamico« (IS) internati in Siria del nord domenica è riuscita la fuga. In precedenza l’esercito turco aveva bombardato le postazioni di guardia di un campo profughi e di prigionia situato presso Aim Issa a 35 chilometri dal confine. Contemporaneamente gruppi di combattimento jihadisti hanno attaccato le squadre di sorveglianza mentre nel campo si verificava una rivolta. Nell’evasione di massa, secondo quanto riferito dall’Amministrazione Autonoma della Siria del nord e dell’est sono fuggiti 785 appartenenti a IS. Soldati USA di stanza a Ain Issa evidentemente erano preavvisati e avevano lasciato il campo prima dell’inizio degli attacchi.

Combattenti della milizia Ahrar Al-Sharkija, sostenuta dalla Turchia, composta in gran parte da ex membri di Al-Qaida provenienti da Deir Al-Sor, sabato hanno assassinato la segretaria generale del Partito per il Futuro della Siria, Hafrin Khalaf. Il SUV blindato della 35enne attivista per i diritti delle donne che aveva svolto un ruolo importante nella mediazione tra curdi e tribù arabe, è stato crivellato di colpi a un checkpoint della milizia sull’autostrada M 4 a circa 25 chilometri dal confine turco da salve di mitragliatrici pesanti. Il quotidiano turco vicino al governo Yeni Safak ha poi parlato di una »operazione di successo«.

Come ha riferito domenica l’agenzia stampa curda ANF, i quartieri del centro delle città contese di Gire Spi (arabo: Tel Abjad) e Serekaniye (Ras Al-Ain) continuano a essere sotto il controllo delle Forze Democratiche della Siria (FDS). Nel bombardamento di un convoglio di civili e giornalisti sono state ferite o uccise dozzine di persone [le ultime notizie parlano di 11 morti e 74 feriti NdT].

Intanto gli attacchi aerei e di artiglieria turchi contro infrastrutture civili come ospedali e condotte idriche sono proseguiti senza sosta durante il fine settimana. Venerdì notte granate avevano colpito anche nelle immediate vicinanze di una postazione USA presso Kobani. Nessuno è rimasto ferito. L’ex incaricato speciale USA per la coalizione anti-IS, Brett McGurk, su Twitter si è mostrato convinto che, diversamente da quanto rappresentato da Ankara, non si sia trattato di un errore.

Il messaggio al governo USA è arrivato. Il Presidente USA avrebbe ordinato il ritiro delle truppe USA »nel modo più sicuro e rapido possibile« ha annunciato il Ministro della Difesa USA Mark Esper domenica rispetto all’evacuazione di tutti i 1.000 soldati rimasti in Siria del nord. Con questo sarebbe aperta la strada per un accordo con Mosca e Damasco sulla protezione dello spazio aereo della Siria del nord prospettato dal comandante in capo delle FDS, Mazlum Kobani Abdi. »O fermate i bombardamenti sulla nostra popolazione o vi ritirate per fare in modo che possiamo far entrare i russi«, aveva detto Abdi alla fine della scorsa settimana al governo USA secondo un protocollo di colloqui a disposizione dell’emittente statunitense CNN.

Il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas sabato ha dichiarato a Bild che il governo federale non avrebbe »concesso nuove autorizzazioni per armamenti che da parte della Turchia potrebbero essere usati in Siria«. La vice-capogruppo del partito Die Linke, Sevim Dagdelen, ha parlato di »fumo negli occhi«, dato che tutte le forniture già autorizzate starebbero procedendo.

di Nick Brauns

da junge Welt

https://www.jungewelt.de/artikel/364636.t%C3%BCrkischer-angriff-gegen-rojava-islamisten-freigebombt.html


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