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Diritti umani

I commissari governativi cancellano la memoria sociale

DİYARBAKIR – Le municipalità governate dal Partito Democratico delle Regioni (DBP) sono state prese di mira da parte de Ministero degli Interni e i sindaci eletti sono stati incarcerati dopo la dichiarazione dello stato di emergenza (OHAL) e commissari governativi sono stati designati nelle municipalità al posto dei sindaci eletti. I commissari governativi hanno rimosso le insegne scritte in curdo in quasi tutte le città del Kurdistan. E questa è la continuazione delle politiche della turchità.

Dall’11 settembre 2016 la volontà della popolazione è stata sequestrata da parte del Ministero degli Interni , che ha designato al posto dei sindaci eletti nelle municipaltià commissari governativi. Il primo atto dei commissari è stato quello di rimuovere le insegne multilingue in molte province e distretti curdi, prendere di mira i monumenti e distruggere le tombe dei guerriglieri. Infine i commissari hanno cambiato i nomi dei centri culturali.

Cambiati i nomi dei parchi, monumenti distrutti

Il governatore di Cizre a Şırnak, che è stato designato come commissario, ha distrutto il monumento di Orhan Doğan,un politico curdo. Il nome del parco Tahir Elçi è stato cambiato ed è stato assegnato al parco il nome di un guardiano di villaggio che aveva perso la vita durante gli scontri. A Doğubayazıt diatretto di Ağrı il noe del viale İsmail Beşikçi è stato cambiato in viale “İnelgöl”.

Il parco Merwanî nel distretto di Diyarbakir di Yenişehir è stato cambiato in “Parco della Cultura”. Una statua che era stata eretta a Kızıltepe, distretto di Mardin” nel nome del 12enne Uğur Kaymaz, che era stato ucciso il 21 novembre 2004  da 13 proiettili insieme a suo padre  Ahmet Kaymaz, è stata rimossa dai commissari governativi. Il nome del parco Orman costruito dalla municipalità di Kayapınar è stato modificato in “Parco dei martiri del 15 luglio”. Infine, i commissari governativi designati a Bozova distretto di Urfa hanno cambiato il nome del parco Berkin Elvan in “Parco della democrazia del 15 luglio”. Le politiche di occupazione in corso possono essere descritte come un tentativo di cancellare la memoria sociale del popolo curdo.

L’insegna del Centro Giovanile di Arte e di Cultura Cegerxwin a Diyarbakir è stato rimosso ed il nome è stato cambiato dai commissari governativi, ma l’insegna è stata appesa di nuovo dopo la reazione della popolazione.

Si vuole che venga distrutta la memoria sociale

Attualmente il popolo curdo conosce queste politiche , che non possono essere trattate separatamente dalle politiche ufficiali della Turchia imposte da anni. Dal periodo dell’impero Ottomano ad oggi, l’educazione in lingua turca è obbligatoria per la popolazione non turca. Le politiche della turchità vietano di parlare tutte le lingue in ambito pubblico ad eccezione del turco vogliono distruggere la memoria sociale mettendo in pratica il discorso “Una lingua, una bandiera,e una nazione”utilizzando i commissari governativi.

Sujin

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