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Diritti umani

In Turchia rifugiati di seconda classe: gli yazidi

Gli yazidi nel campo AFAD di Midyat sono semplicemente puniti. Soggetti ad un trattamento da ” rifugiati di seconda classe” a causa della loro fede, non possono beneficiare delle cure sanitarie e degli altri diritti garantiti agli altri rifugiati.

Lo Stato turco gestito dall’AKP ha accolto centinaia di migliaia di rifugiati sunniti fornendo loro le cure necessarie e l’addestramento,e ha creato da loro battaglioni contro i curdi garantendo la cittadinanza turca. Diversamente, una manciata di yazidi ospitati dalle municipalità del DBP sono stati trasferiti-dopo che lo Stato ha usurpato le municipalità- con la forza nel campo AFAD gestito dallo Stato a Mardin distretto di Midyat, dove stanno attraversando una sorta di prigionia.

Circa 33 mila yazidi erano giunti in Turchia a seguito del genocidio perpetrato da ISIS nelle terre yazide nel 2014. Sono stati collocati in città curde come Batman, Siirt, Amed, Urfa, Midyat e Nusaybin,ospitati dalle municipalità gestite dal Partito Democratico delle Regioni (DBP). 7 mila yazidi sono stati sistemati nel campo di Fidanlık gestito dalla municipalità di Yenişehir distretto di Diyarbakir. Dopo la liberazione di Shengal, la maggioranza di loro è ritornate nelle loro terre, mentre altri sono migrati in Europa ed un gruppo si è diretto verso Zakho e Duhok.

Trasferiti dai commissari

Alla fine 1029 persone erano rimaste nel campo di Fidanlik. Lo Stato non ha fornito loro alcun tipo di aiuto. Sostegno finanziario e morale è stato fornito solamente dalla municipalità metropolitana di Diyarbakir e dalla municipalità di Yenîşehîr amministrate dal DBP, rimanendo con quelle famiglie 24 ore al giorno in un raro caso di solidarietà. Gli yazidi hanno potuto liberamente esprimere il servizio religioso e le loro tradizioni. Ai loro figli è stata fornita educazione sulla loro cultura e religione. Diversi laboratori per le donne hanno permesso loro di prender parte alla produzione. Hanno potuto anche lavorare nel giardinaggio con il sostegno della municipalità. Sono state fornite loro anche cure psicologiche.

Dopo le municipalità del DBP sono state confiscate dai commissari designati dallo Stato. È come se anche gli yazidi erano stati lasciati nelle mani nei commissari. È stato sospeso il sostegno per loro, lo Stato ha cominciato a gestire il campo e alla fine li ha sottoposti  ad un trasferimento forzato nel campo AFAD gestito dallo Stato a Midyat.

I loro problemi sono aumentati ancora di più

Nel campo gestito dalla Direzione dello Stato per la Gestione dei Disastri e delle Emergenze (AFAD) a Midyat distretto di Mardin i problemi degli yazidi stanno aumentando quotidianamente.
Gli yazidi sono stati costretti a stare nel campo insieme a persone con la mentalità di ISIS. In questo modo sono stati puniti perchè sono costantemente molestati e visto come rifugiati di seconda classe a causa della loro identità religiosa. A loro sono negati gli stessi diritti che sono dati agli altri rifugiati.

Accesso ristretto al mercato

Solo due volte alla settimana ( lunedì e martedì) agli yazidi è permesso di andare al mercato per soddisfare i loro bisogni. Al mattino presto prendono il minibus e vanno dal campo alcentro del distretto. A seconda delle loro possibilità acquistano cose principalmente per i bambini. Fatta eccezione per questi due giorni non è permesso uscire dal campo.

Le visite non sono permesse

I parlamentari e le delegazioni hanno più volte presentato un appello che richiede l’accesso al campo ma AFAD non risponderebbe a nessuna di queste richieste, sia positive che negative.

Discriminazioni nel servizio sanitario

A differenza dei rifugiati siriani che rimangono nello stesso campo, gli yazidi difficilmente possono beneficiare di qualsiasi servizio sanitario. Per l’esame e l’accesso al farmaco, sono costretti a pagare il 20% dei costi. Perciò molte famiglie non sono in grado di andare dal dottore a causa di problemi economici.

I bambini non possono sottoporsi ad intervento chirurgico

In questo campo non igienico ragazzi e bambini spesso si ammalano. Un ambino di otto anno in questo campo non ha potuto essere sottoposto ad un operazione perchè la famiglia non poteva permettersi la cura.

Per i mussulmani è gratuito

N.A. yazida di 44 anni che si trova nel campo ha affermato che non possono muoversi liberamente nel campo e che sono trattati come seconda classe dicendo: ” Noi soffriamo di problemi di salute. i bambini e i ragazzi si ammalano frequentemente. Non c’è igiene e pulizia. l cibo che ci viene dato è veramente scadente. Quando ci ammaliamo prima di tutto andiamo da un interprete che crea problemi e ci ostacola. E quando andiamo dal dottore non siamo in grado di rendere la nostra situazione chiara. I nostri piccoli ragazzi sono sempre ammalati. Ce ne sono alcuni la cui condizione è critica. Per l’accesso alle medicine , i mussulmani non devono pagare nulla, ma a noi chiedono il 20% dei costi. Il denaro è necessario per le cure negli ospedali e per altri servizi, ma noi non ce lo possiamo permettere. Per i mussulmani è gratuito ma a noi chiedono denaro. Perchè dovremmo continuare a rimanere qui se non abbiamo soldi? Qui ci stanno costantemente tenendo sotto pressione. Le persone incaricate ci minacciano come se fossimo malsani.”

Siamo preoccupati per i nostri ragazzi

Ş.Xidir che ha 56 anni sostiene che il personale del campo sta esercitando pressioni psicologiche per non aiutarli, dicendo che: ” Grazie ad alcune persone a Mydiat del denaro è stato raccolto e i ragazzini sono stati operati due volte. È stato raccolto denaro anche per le medicine, ma ciononostante è necessario ancora un intervento chirurgico. Quello ammalato non è solo questo ragazzino, tutti i ragazzini sono ammalati. Perciò per quale di uno di loro verrà raccolto il denaro? La nostra più grande preoccupazione è per i nostri ragazzini. Poichè non possiamo sostenerli bene e si trovano in cattive condizioni e circostanze, sono sempre ammalati.Intendono cancellare una intera generazione.”

Difficoltà per i servizi religiosi

In cima a tutti i problemi, gli yazidi nel campo stanno sperimentando difficoltà a svolgere i loro servizi religiosi nelle condizioni del campo.Gli abitanti rimangono in silenzio sui loro problemi perché la loro paura più grande è di essere buttati fuori dal campo.

ANF

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