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Diritti umani

Detenuti curdi folgorati e appesi, la Turchia torna a “vecchie forme” di tortura

Notizie riportate sul quotidiano turco Cumhuriyet hanno portato alla luce il ritorno a forme di tortura utilizzate sui prigionieri politici in Turchia negli anni ’70 e negli anni ’80.  Nell’articolo l’avvocatessa dell’Associazione dei Diritti Umani (IHD) Gülseren Yoleri ha riferito che la folgorazione e l’appendimento da divere parti del corpo è utilizzata nei confronti dei detenuti nel sudest curdo.

” Siamo andati a Sirnak e Nusaybin con una delegazione di 18 persone. Ci è stato raccontato della tortura nei centri di detenzione. Coloro che sono stati torturati hanno affermato “Vecchie forme di tortura sono tornate. È come se loro hanno nascosto vecchi strumenti di tortura utilizzati per la folgorazione e l’appendimento e li hanno tirati fuori [per utilizzarli su di noi].

I nostri amici avvocati stanno seguendo la questione. La vita si è trasformata in una tortura nella regione curda. La gente sta vivendo tra le rovine. Ogni cosa è stata distrutta. Il rumore delle armi da fuoco e delle macchine da lavoro domina ogni cosa. I quartieri sono assediati da veicoli blindati.”

La gente può essere posta in detenzione per più di 30 giorni senza avere accesso all’avvocato durante il regime dello stato di emergenza in Turchia.Gruppi dei diritti umani, compresa Amnesty International , hanno riferito un incremento della violazione dei diritti e della tortura a seguito del fallito colpo si stato in Turchia.

Scosse elettriche , appendimento da differenti parti del corpo, strappamento delle unghie, utilizzo di acqua ad alta pressione, scatenari i cani contro i prigionieri ed altre forme di tortura sono state utilizzate su vasta scala in Turchia in modo particolare sui detenuti curdi e di sinistra.

I più orribili casi di tortura sono stati sperimentati nel carcere di Diyarbakir a seguito del colpo di stato militare del 1980.

Fonte : Cumhuriyet

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