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Kurdistan

Erdogan denunciato

Per crimini di guerra: avvocati, deputati e artisti in Germania vogliono avviare un procedimento penale contro il Presidente turco-Da diversi mesi il governo di Ankara conduce una guerra contro dozzine di città e villaggi curdi nel sudest della Turchia. Contro aree residenziali vengono impiegati carri armati, artiglieria e aviazione. Centinaia di civili sono morti, a Cizre e Diyarbakir-Sur le »forze di sicurezza« hanno commesso massacri di gente inerme.

Dato che in Turchia ai responsabili non viene chiesto conto, le avvocate di Amburgo Britta Eder e Petra Dervishaj ora hanno consegnato alla procura federale una denuncia lunga 207 pagine contro il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, nonché altri politici di alto livello e militari. La base giuridica è la giurisdizione universale nella legislazione internazionale, hanno spiegato le avvocate lunedì a Berlino. »Scopo di questo principio è di impedire l’impunità di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, indipendente da quale sia il luogo dove sono stati commessi.« Solo a Cizre durante il coprifuoco di dicembre sono state uccise almeno 178 persone che si erano rifugiati in delle cantine per trovare protezione dagli attacchi dei militari.

Eder e Dervishaj agiscono a nome di dozzine di organizzazioni, deputati federali e regionali, artisti e intellettuali, tra cui la sopravvissuta all’Olocausto Esther Bejarano, il compositore Konstantin Wecker e l’attore Rolf Becker. Come parte lesa compaiono il deputato del partito di opposizione filo-curdo HDP Faysal Sariyildiz e due parenti di vittime dei massacri, Serdar Erdin e Hasan Demirkaya.

Durante una conferenza stampa per la presentazione della denuncia, Faysal Sariyildiz ha illustrato quanto accertato finora sulle uccisioni mirate di civili nel capoluogo di provincia Cizre: »Io qui parlo di persone che davanti agli occhi dell’opinione pubblica mondiale sono state bruciate vive in delle cantine. Non erano persone che sono cadute in combattimento. Erano giornalisti, artisti, studenti, attivisti disarmati.« Nei mesi passati città con oltre centomila abitanti sono state ridotte in macerie e cenere. Lui stesso è stato testimone oculare di questa distruzione a Cizre, così Sariyildiz: »La città è stata circondata e colpita con carri armati e artiglieria.« Persone che durante l’assedio di Cizre erano rimaste in città, hanno cercato rifugio in delle cantine. Li sono state uccise miratamente da unità speciali dello Stato turco che erano perfettamente consapevoli del fatto che si trattava di civili inermi. Un ufficiale al comando ha comunicato via radio: »Non fate uscire nessuno vivo.« Questa è l’ultima cosa, »che abbiamo saputo delle persone nelle cantine«, ricorda Sariyildiz. Ora lo Stato cerca di occultare questi crimini, così il deputato dell’HDP.

Si spera di ottenere chiarimenti dalla procura federale. »Possiamo partire dal fatto che questi crimini in Turchia verranno puniti«, ha spiegato l’avvocata Petra Dervishaj. Anche davanti alla Corte Penale Internazionale è difficile l’avvio di un procedimento del genere, dato che la Turchia non ha firmato lo Statuto di Roma che costituisce la base del lavoro di questi tribunale. Ma la procura federale già dopo una denuncia penale per crimini di guerra contro Erdogan negli anni 2003 e 2011 non ha indagato.

 

di Peter Schaber

Junge Welt

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