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Opinioni e analisi

Insieme contro Erdogan

Un mare di bandiere a Bakirköy e violenza poliziesca a Piazza Taksim: Il 1 maggio a in Istanbul.“Qui assistiamo alla rinascita di un movimento sindacale militante degli anni ‘90” si sente dagli altoparlanti del palco centrale della festa per il 1 maggio nel quartiere Wir Bakirköy di Istanbul. Migliaia di bandiere
dei gruppi e partiti socialisti e democratici qui hanno ornato la piazza del raduno nella parte europea della metropoli sul Bosforo. Circa 20.000 persone hanno risposto all’appello delle confederazioni sindacali DISK e KESK e di numerose altre organizzazioni.

Tuttavia la manifestazione all’interno della sinistra rivoluzionaria era controversa. L’appello a una manifestazione concordata con le istituzioni, assai lontana dalla simbolica Piazza Taksim nel centro della città che da due anni a questa parte per il 1 maggio viene sbarrata dal potere dello Stato, era una novità. Parti della sinistra rivoluzionaria lo hanno definito come “dichiarazione di capitolazione”. Negli anni passati nonostante i divieti, tutte le organizzazioni di sinistra avevano cercato di raggiungere la Piazza Taksim chiusa da migliaia di poliziotti.

Le confederazioni sindacali quest’anno hanno preferito il luogo autorizzato dal governo del partito islamico-conservatore AKP. Già nel 2014 e 2015 si era profilato che per le condizioni di uno stato di emergenza e di assedio sarebbe diventato sempre meno possibile mobilitare grandi masse di persone. “Volevamo creare una situazione in cui i lavoratori e le loro famiglie fossero di nuovo in grado di esprimere pubblicamente la propria opinione il 1 maggio” ha spiegato un lavoratore iscritto a DISK a junge Welt a Bakirköy. “Ma non siamo felici di questa decisione. Il 1 maggio va fatto a Taksim. Speriamo che presto si rifaccia lì”. Nel colloquio con questo giornale anche Kenan Otlu del più grande partito di opposizione della Turchia, il CHP kemalista-socialdemocratico, si è espresso in modo simile: “Siamo convinti che possiamo riconquistare Taksim. Ma per il momento riteniamo che sia una decisione giusta che a Bakirköy facciamo una festa che per aperta a tutti”.

Gli oratori sul palco centrale hanno sottolineato che il 1 maggio 2016 doveva svolgere un ruolo nella riorganizzazione della sinistra. Che oltre le diverse tradizioni e le diverse bandiere il movimento dei lavoratori deve sollevarsi insieme contro il regime di Erdogan, che la Turchia sta precipitando in una guerra civile e che sta cercando di distruggere la costituzione laica dello Stato. È stato inoltre criticato che lo sfruttamento dei lavoratori viene ulteriormente inasprito a causa della politica neoliberista del governo dell’AKP.

Anche se l’appello per Bakirköy da un lato è stato un’ammissione dell’attuale debolezza del movimento dei lavoratori nell’ovest della Turchia, il ripiego d’altro lato ha reso possibile per la prima volta da anni un incontro pacifico di organizzazioni di sinistra. Inconvenienti a Bakirköy non ce ne sono quasi stati. Da un attacco al partito di sinistra pro-curdo HDP che era rappresentato con un grande spezzone, le unità antisommossa della polizia tuttavia non si sono potute esimere.

Del tutto diversa era la situazione oltre il luogo di raduno autorizzato dallo Stato. Alcune organizzazioni della sinistra radicale come il marxista Halk Cephesi (Fronte Popolare), il sindacato edile Insaat Iscileri Sendikasi o l’anarchica Devrimci Anarsist Faaliyet hanno mantenuto il proposito di raggiungere Taksim. La polizia presente con oltre funzionari, 115 idranti, veicoli blindati e elicotteri ha immediatamente attaccato brutalmente tutte le manifestazioni spontanee. Anche i giornalisti sono stati continuamente attaccati in modo mirato. Il bilancio della giornata: oltre 200 arresti, numerosi feriti e un morto. Il 57enne Nail Mavuş era stato investito nel quartiere di Istanbul di Tarlabasi da un idrante ed è morto poco dopo in ospedale.

 

Peter Schaber-Istanbul

Jungewelt

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