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Comunicato della Staffetta sanitaria sulla distribuzione di farmaci

Sabato 4 Marzo, al centro culturale Ararat di Roma, la Staffetta Sanitaria della Rete Kurdistan insieme alle compagne e ai compagni curdi ha distribuito una notevole quantità di farmaci che ci sono stati donati dal Comune di Rimini.

I farmaci in questione avevano come destinazione Kobane città del Rojava, che è la regione curda nel territorio siriano, città simbolo della resistenza curda all’Isis, baluardo di difesa per le persone che da quattro anni a questa parte vivono, o sarebbe meglio dire sopravvivono, a una guerra che ha fatto migliaia di vittime e distrutto intere città.

In questi mesi abbiamo constatato che far arrivare quei farmaci a Kobane sarebbe stato impossibile a causa dei controlli alla dogana in Turchia che già in altre occasioni ha fermato e sequestrato carichi di aiuti destinati alle città del Rojava. Ricordiamo come la Turchia che riceve fondi dall’Unione Europea per trattenere i profughi che scappano dalla guerra in Siria allo stesso tempo blocca gli aiuti per il Rojava e cosa ancora più odiosa, nel silenzio generale dell’occidente e dei suoi media, massacra il popolo curdo nelle città del Bakur, la regione curda che si trova nel sud est della Turchia. Per questo Staffetta sanitaria invita ad inviare soldi a Mezzaluna Rossa Kurda Italia Onlus per provvedere a comprare medicine ed attrezzature localmente.

Squarciando il velo d’ipocrisia che copre la realtà che ci circonda, abbiamo deciso che l’unico destino degno di quei farmaci fosse quello di donarli, in segno di solidarietà, ad alcune associazioni e collettivi che operano a sostegno dei migranti che arrivano in Europa e che vivono nelle nostre città.

All’odio dello stato turco abbiamo risposto con amore, un amore mosso dalla rabbia nel vedere le immagini della cosiddetta Giungla di Calais, baracche di fango e resistenza, delle recinzioni e del filo spinato al confine greco macedone a Indomeni, degli accampamenti di fortuna in piazza Syntagma e piazza Viktoria ad Atene dove intere famiglie aspettano di poter avere risposte sul loro futuro. Ciò che ci ha spinti più di ogni altra cosa però è stato vedere come volontari da ogni parte d’Europa, compagne e compagni, hanno risposto all’emergenza con la solidarietà, l’organizzazione e l’accoglienza che ha superato i confini di questa fortezza che è diventata l’Europa.

Le medicine raccolte sono quindi andate ai volontari del Baobab che con grande generosità hanno operato a Roma in questi mesi e che provvederanno a farle arrivare a Calais e al ghetto di Rignano (FG), al collettivo greco Dyktio (Rete per i diritti politici e sociali) che distribuirà i farmaci nei vari presidi di sostegno ai migranti che oggi si trovano nelle città greche in una situazione oltre l’umanamente accettabile, a Medu (Medici per i Diritti Umani) e all’Associazione “Cittadini del Mondo” che danno assistenza medica ai migranti e transitanti che sono a Roma.

La solidarietà è l’unica arma che abbiamo per modificare il presente, la lotta l’unico cammino da percorrere insieme alle compagne e ai compagni curdi per costruire un futuro di pace non solo in medioriente ma in quel mondo senza confini che tutte e tutti vogliamo.

Biji Berxwedana Kobane! – Biji Berxwedana Rojava!

 

Staffetta SanitariaCentro culturale Ararat di RomaBaobab Experience

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