Connect with us

Hi, what are you looking for?

Retekurdistan.it
Retekurdistan.itRetekurdistan.it

Kurdistan

Saleh Moslem visita uno dei luoghi degli attacchi di Parigi

Mentre le persone continuano a riversarsi sui luoghi delle uccisioni di massa nella capitale francese, che hanno provocato la morte di 132 persone nella sera del 13 novembre, il leader del PYD (Partito dell’Unione Democratica) Saleh Moslem ha visitato la sala concerti del Bataclan in cui una serie di attacchi ha causato la maggior parte delle vittime.

Prima di osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime, Moslem ha lasciato dei fiori fuori dalla sala concerti.

Parlando ai giornalisti, Moslem ha fermamente condannato il massacro delle bande disumane di ISIS e ha ribadito la loro promessa di continuare la lotta, che il popolo curdo sta conducendo da 2 anni, fino a quando non sarà rimasto alcun membro di ISIS.

“I curdi capiscono la Francia meglio di chiunque altro in questo momento. Sosterremo sempre il popolo della Francia.”

Moslem ha posto l’accento sull’importanza di un atteggiamento comune contro ISIS, rilevando che nessuna pratica concreta è emersa dal vertice del G20 in Turchia.

PARIGI – ANF

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

5X1000 a UIKI Onlus

5 x Mille a
Ufficio di Informazione del Kurdistan In Italia Onlus
Codice Fiscale: 97165690583

IBAN: IBAN: IT89 F 02008 05209 000102651599
BIC/ SWIFT:UNCRITM1710

Potrebbero interessarti anche:

Turchia

Sara Kaya, ex co-sindaco del distretto di Nusaybin a Mardin, è stata rilasciata dal carcere il 9 maggio dopo un lungo periodo di detenzione....

Iran

Le violazioni dei diritti umani contro civili e attivisti curdi nella regione curda dell’Iran sono continuate nel febbraio 2024. Nei suoi rapporti mensili, la...

Diritti umani

MÊRDÎN/İZMİR – 1 persona è stata arrestata durante le perquisiszioni domestiche a Nisêbîn (Nusaybin). A Izmir è stato arrestato Koray Kesik, direttore artistico del documentario...

Diritti umani

Lo sciopero della fame iniziato dai detenuti nelle carceri che chiedono “la libertà per Abdullah Öcalan e una soluzione politica al problema curdo” prosegue...