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Kurdistan

Kobane,la resistenza delle donne-Terni

Sabato 7 febbraio ore 17:00 Casa delle Donne – Terni –Via Lodovico Amianle 20/22

 Incontro Pubblico con 

Ivan “Grozny” Compasso // giornalista reporter freelance e Sara Montinaro // attivista Campagna Rojava Calling 

La Siria da più di due anni è lacerata da una guerra civile senza tregua, il paese è distrutto, migliaia sono i morti e milioni gli sfollati. In questi anni siamo rimasti senza parole di fronte a questo conflitto. Incapaci di darne alcuna interpretazione

Quest’estate abbiamo assistito all’avanzata dell’ISIS raccontato dai media mainstream come un mostro invincibile. L’inazione complice delle grandi potenze stava lasciando massacrare le popolazioni iraquene. Sono stati gli uomini e le donne del YPG e del YPJ a salvare le popolazioni yazide, fermando l’avanzata dell’ISIS e sempre queste brigate di autodifesa curde da mesi stanno difendono la città di Kobane. Kobane fa parte del Rojava, regione che si è proclamata autonoma sulla base di un nuovo contratto sociale, la Carta del Rojava:

“Noi, popoli delle Regioni Autonome, ci uniamo attraverso la Carta in uno spirito di riconciliazione, pluralismo e partecipazione democratica, per garantire a tutti di esercitare la propria libertà di espressione. Costruendo una società libera dall’autoritarismo, dal militarismo, dal centralismo e dall’intervento delle autorità religiose nella vita pubblica, la Carta riconosce l’integrità territoriale della Siria con l’auspicio di mantenere la pace al suo interno e a livello internazionale.”

La stesura della carta del Rojava rappresenta oggi un modello alternativo di sviluppo sostenibile delle società mediorientali e non solo. Costruito attorno ai quattro pilastri del confederalismo democratico, della centralità del ruolo della donna, dell’autodifesa e della redistribuzione della ricchezza il Rojava è un luogo non bene identificato e senza confini che ha fermato non solo l’avanzata militare dell’ISIS, ma anche ciò che rappresenta, smascherando il sistema di potere globale che ne ha garantito la legittimità.

(#RojavaCalling)

IVAN “GROZNY” COMPASSO


È entrato a Kobane grazie a un trafficante di uomini e ad alcune centinaia di dollari. Dal 6 al 12 dicembre è stato nella città siriana al confine con la Turchia, simbolo della resistenza curda contro l’avanzata dell’Isis. Il reporter free lance Ivan Compasso “Grozny”, 42 anni, è uno dei pochi giornalisti ad aver sorpassato il filo spinato della frontiera.

“Grozny” è stato con i guerriglieri curdi dell’Ypg (la milizia di difesa popolare) e le guerrigliere dell’Ypj. Molte donne fanno i cecchini e sono il terrore dei miliziani integralisti islamici, convinti che essere uccisi da una di loro non li farà andare in paradiso perché vittime di un “essere inferiore”. “Con l’avanzata del Califfato le donne vengono violentate e le più belle vendute come schiave. Davanti a una prospettiva del genere preferiscono imbracciare le armi: il pacifismo è un lusso che non si possono permettere”.


Il tiratore scelto migliore di Kobane, intervistato nel videoreportage, è una bella ragazza bruna di 19 anni. “Ma è un’eccezione, per- ché chi ha meno di 21 anni sta nelle retrovie. I giovani organizzano i pasti e fanno da staffetta: sono loro il futuro, ed è per loro che gli adulti resistono”.

 

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