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Retekurdistan.it | 18 gennaio 2020

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Il Consiglio del Campo Mexmûr chiede la fine dell’embargo

Il Consiglio del Campo Mexmûr chiede la fine dell’embargo

7 dicembre 2019


Il Consiglio del Campo Mexmûr invita il governo regionale del Kurdistan del sud a mettere fine immediatamente a tutte le restrizioni nei movimenti per gli abitanti del campo e i loro visitatori.
Il Consiglio del Campo di Mexmûr in Kurdistan del sud ha rilasciato una dichiarazione nella quale il governo regionale curdo del Kurdistan del sud (KRG), il governo centrate iracheno e l’organizzazione ONU per i profughi (UNHCR) vengono invitati a mettere fine alle limitazioni e alla repressione contro il campo profughi:

Dalla metà del luglio 2019 forze di sicurezza del KRG a Hewlêr (Erbil) limitano in modo arbitrario la libertà di movimento delle e degli abitanti del campo profughi Mexmûr. Le e gli abitanti del campo non possono attraversare il posto di controllo tra Mexmûr e Hewlêr e così non possono raggiungere la città. Mexmûr si trova 60 chilometri a sudovest di Hewlêr. Prima delle limitazioni, ogni giorno centinaia di abitanti del campo si recavano a Hewlêr per lavorare, ricevere cure mediche e coprire il fabbisogno vitale. Inoltre centinaia di abitanti del campo studiano nelle scuole superiori di Hewlêr.

Le forze di sicurezza del KRG motivano le limitazioni nei movimenti per le e i nostri abitanti con l’assassinio di un agente turco il 17 luglio a Hewlêr. Due giorni dopo questo evento, aerei da combattimento turchi hanno bombardato il campo, i cui abitanti sono curde e curdi con cittadinanza turca che negli anni ‘90 a causa dell’espulsione forzata da parte dell’esercito turco sono dovuti fuggire dalle loro case. Nel bombardamento sono rimaste ferite due persone.

Dopo proteste della società civile e delle organizzazioni per i diritti umani a livello locale e internazionale, il Dr. Dindar Zebari, coordinatore per la rappresentanza internazionale del governo autonomo del Kurdistan del sud, ha rilasciato una dichiarazione sulle limitazioni della libertà di movimento delle e degli abitanti del nostro campo. Nella presa di posizione scritta, il Dr. Zebari sostiene che le limitazioni siano solo „lievi” e „temporanee” e che „le nuove misure non comprendono coloro che si recano al lavoro o che hanno bisogno di cure negli ospedali della regione e possiedono documentazione relativa ai permessi”.

Questa affermazione non corrisponde alla situazione effettiva in modo chiaro. Il 19 luglio la nostra abitante Fatma Kara, che era incinta al sesto mese, ha avuto un aborto perché le forze di sicurezza le hanno negate perché le forze di sicurezza le hanno negato l’accesso a un ospedale. Il 3 agosto, per la stessa ragione Newroz Ahmed ha avuto un aborto. Pur essendo in grado di esibire richieste di trasferimento dall’ospedale di Mexmûr, le forze di sicurezza non hanno concesso loro di attraversare il posto di controllo, dato che avevano ordini chiari che le e gli abitanti non possono lasciare il campo. Il bambino malato Zeryan Bulut di cinque mesi, ha perso la vita il 2 ottobre perché gli sono state negate le cure mediche.

Rappresentanti dell’iniziativa delle Madri per la Pace e del Consiglio delle Donne Îştar del campo, dal 1 al 27 settembre hanno protestato con un sit-in di 27 giorni davanti al checkpoint del KDP sulla strada tra Mexmûr e Hewlêr contro l’embargo imposto arbitrariamente.

Studenti che studiano a Hewlêr, solo dopo grandi sforzi del nostro consiglio possono mettere piede in città. Ma un gran numero di studenti che non hanno potuto iscriversi, hanno perso un anno. A parte questo, coloro che vivono in case dello studente, hanno dovuto firmare presso le locali forze di sicurezza che non prenderanno parte a attività politiche, azioni di protesta, ecc. Questo significa che viene loro negato il loro diritto all’attività politica e all’organizzazione. Questo equivale a un ricatto.

A causa dell’embargo sul campo, innumerevoli persone hanno perso il loro posto di lavoro. Attualmente, quasi cinque mesi dopo l’inizio dell’embargo, possono recarsi a Hewlêr solo le persone che possono provare un impiego. Coloro che già hanno perso il lavoro, non possono cercarsi una nuova occupazione. Per questo la situazione economica di molti abitanti del campo è peggiorata.
Per paura di non poter più lasciare il campo, molte persone che vivono a Hewlêr o in altre città e hanno parenti nel campo, non possono visitarli.

Coloro che hanno necessità di cure mediche, sono costretti a farsi rilasciare un documento aggiuntivo dal governatore dal quale risulta che questa persona può recarsi all’ospedale di Hewlêr. Ma nonostante documenti e prescrizioni di trasferimento, a molte persone viene comunque negato l’accesso a Hewlêr per cure mediche.

Human Rights Watch (HRW) di recente ha pubblicato un rapporto sulle limitazioni della libertà di movimento per le e gli abitanti del nostro campo. Nel rapporto HRW afferma che le limitazioni sono arbitrarie. „Le autorità non possono semplicemente punire chiunque si trovi nel campo, perché alcune persone che vivono lì sono ben disposte nei confronti del PKK e non ci sono prove che abbiano commesso reati”, ha dichiarato Sarah Leah Whitson, direttrice di HRW per il Medio Oriente. „Queste limitazioni arbitrarie impediscono alle e agli abitanti del campo di raggiungere il loro posto di lavoro e bloccano il loro accesso a cure mediche”, così Whitson.

Nell’estate del 2014 il campo profughi di Mexmûr è stato attaccato da IS. Attraverso l’evacuazione della maggioranza delle e degli abitanti con l’aiuto di guerriglier* del PKK e peshmerga del KRG, è stato possibile liberare il nostro campo da IS. Ma da allora né l’organizzazione per i profughi delle Nazioni Unite UNHCR, che ha registrato il nostro sito come campo profughi, né le autorità irachene e del KRG rispettano i loro doveri. Le dichiarazioni del coordinatore del KRG per gli aiuti legali internazionali rispetto a „uffici militari non ufficiali all’interno e all’esterno del campo” non corrispondono a verità. Lo stesso vale per l’affermazione che „gli attuali gruppi militari non hanno permesso che organizzazioni o strutture governative locali possano tornare per svolgere il lavoro amministrativo quotidiano e garantire gli approvvigionamenti di base”. Piuttosto, sia rappresentanti dell’UNHCR sia del KRG hanno più volte chiesto di tornare nel campo e fornire servizi. Dopo il referendum sull’indipendenza del 16 ottobre 2017 nella regione autonoma, il governo centrale di Baghdad ha ripreso il governo nelle zone contese (compresa Mexmûr). Da allora la nostra amministrazione è in contatto con il Ministero Iracheno per la Fuga la Migrazione. Dato che il distretto di Mexmûr fa parte del territorio conteso, i conflitti politici tra il KRG e Baghdad hanno spesso effetti sul nostro campo.

Il campo profughi di Mexmûr è un esempio di amministrazione democratica. Soprattutto in un periodo in cui profughi vengono collegati a una crisi. Il nostro campo è autogestito. Tutti gli organismi sono democraticamente eletti e garantiscono la rappresentanza paritaria delle donne attraverso la co-Presidenza. L’organismo più alto è il Consiglio del Campo. Per via del suo carattere esemplare, molt* giornalist*, attivist* e delegazioni da tutto il mondo hanno visitato il nostro campo, ne hanno riferito e sviluppato congiuntamente progetti sociali.

Come Consiglio del Campo di Mexmûr invitiamo il KRG a revocare immediatamente tutte le restrizioni di movimento delle e degli abitanti del nostro campo e per visitatrici e visitatori. Noi invitiamo le autorità del KRG a mettere fine a qualsiasi tipo di repressione e criminalizzazione delle e dei nostri abitanti, in particolare di color che Hewlêr studiano e lavorano. Invitiamo il governo iracheno e l’UNHCR a adempiere alle loro responsabilità a compiere il loro dovere nei confronti del nostro campo profughi. Invitiamo l’opinione pubblica internazionale a continuare a sostenere le nostre richieste esercitando pressione sulle autorità politiche.

Fonte: ANF


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