Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Retekurdistan.it | 10 dicembre 2019

Seleziona una pagina:
Scroll to top

Top

Un commento

Il buio è fitto, la luce però più intensa

Il buio è fitto, la luce però più intensa

28 ottobre 2019


Per dirla in breve: l’accordo stipulato martedì tra Russia e Turchia è la prosecuzione del „accordo sul cessate il fuoco” del 16 ottobre in cui l’occupazione del Rojava viene legittimata dagli USA. Il viaggio di Erdogan negli Stati Uniti fissato per novembre e il collegato incontro con Trump dovranno completare i risultati dell’incontro tra Putin e Erdogan.

Dopo sette ore di incontro Putin e Erdogan hanno raggiunto un accordo su dieci punti con i quali Girê Spî (Tall Abyad) e Serêkaniyê (Ras al-Ain) vengono consegnate alla Turchia e allo Stato Islamico. L’ „accordo sul cessate il fuoco“ concordato in precedenza da Ankara, è un’intesa che intende suggellare la fine del sistema di amministrazione autonoma della Siria del nord e dell’est che esiste da otto anni.

Ma la Turchia oscilla tra la Russia e gli USA. Questo non cambia niente nella circostanza che qui è in atto un piano congiunto del trio rispetto al Rojava e le curde e i curdi.

Nonostante le differenze e le contraddizioni tra la Russia, gli USA, la Siria e la Turchia, fin dall’inizio sono parte di un’alleanza strategica. Un’alleanza che è stata forgiata per dividere tra loro i cantoni di Efrîn, Kobanê e Cizirê e con questo distruggere il sistema cantonale autonomo.

L’aspirazione della Turchia in questa direzione è chiaramente visibile. Un’eterna inimicizia che si basa sul fatto che le curde e i curdi mai e in nessuno modo pensabile devono ottenere uno status, è la massima premessa di questo Stato.

Gli USA e la Russia invece vogliono „risolvere” il problema del Medio Oriente continuando a fomentare contraddizioni conflitti etnici e religiosi. Il sistema del confederalismo democratico costruito in Siria del nord e dell’est sotto la guida delle curde e dei curdi invece, ha chiuso questi fossati. Le differenze esistenti ora sono diventate ricchezza della realtà sociale, il pluralismo porta alla partecipazione di tutti gruppi sociali in questo sistema.

Questa differenza decisiva per la riflessione sulla Siria non è un aspetto senza importanza, astratto o teorico; per l’istituzione di una Siria dopo la guerra, è un fattore addirittura vitale. Fin dal primo giorno, quando il paradigma del sistema autonomo cantonale è stato inaugurato e è diventato realtà in Siria, gli USA, la Russia, la Turchia e la Siria se ne sono sentiti ugualmente disturbati.

La politica seguita dagli USA e dalla Russia allo stesso modo, per questa ragione si fonda sul linee di separazione geografiche, religiose, confessionali e etniche in Siria. L’annuncio di martedì, che la Russia e la Turchia entrambe all’unisono hanno come obiettivo l’unità politica e territoriale della Siria, per questo è una pura menzogna.

Prima sono state rilasciate per l’annessione di Cerablus (Jarablus) e Azaz, poi di Efrîn e ora di Serêkaniyê e Girê Spî da parte della Turchia e dei suoi islamisti, e proprio da parte degli USA e della Russia. In questo modo la Turchia è stata usata per spaccare la Siria. La Turchia portata ai suoi limiti dalle curde e dai curdi sul campo di battaglia, sul palcoscenico politico è stata issata dalla parte dei vincitori. Le potenze che secondo l’accordo „riconoscono e difendono l’unità politica e territoriale della Siria”, a loro volta consegnano la Siria pezzo per pezzo alla Turchia e alle sue bande terroristiche jihadiste per occuparla.

Un altro aspetto tragicomico dell’accordo tra Russia e Turchia è che il compito della salvaguardia dell’integrità territoriale, della sovranità e della difesa dei confini della Siria non viene trasferito all’esercito siriano, ma all’ „Esercito Nazionale Siriano”, quindi agli jihadisti che sono sotto la guida della Turchia. La Russia con questo accordo ha fatto un’alleanza con gruppi che in precedenza titolava terroristi e bande di assassini.

Dall’osservatorio di coloro che hanno reso la resistenza una reale forma di vita, da questa grave sciagura può lo stesso essere tratto qualcosa di positivo. Perché tutta questa inimicizia si basa sulla negazione della storia di resistenza dell’umanità e sulle esperienze e conquiste che ne risultano. Gli eventi alla fine sono il risultato di questo, se invece che sulla propria forza, dinamismo e opportunità, si punta sulle potenze globali e sulla loro presunta benevolenza. Si mostra quindi ancora una volta che le curde e i curdi e gli altri gruppi di popolazione della Siria del nord non raggiungeranno la loro libertà facendo affidamento sulla misericordia degli USA e della Russia.

Dal punto di vista della gente in Siria del nord e dell’est, la loro lotta contro il fascismo, il colonialismo e lo sfruttamento si è globalizzata e con questo ha dispiegato una forza enorme. La grande solidarietà internazionale di cui curde e curdi, socialiste e socialisti e tutte e tutti i rivoluzionari parlano da anni, attualmente è diventata realtà.

Come antipodo alla coalizione tra USA, Russia e Turchia (+ i suoi jihadisti) e il regime siriano, è nato un movimento di solidarietà globale con il Rojava e le curde e i curdi. In cinque continenti i popoli, le organizzazioni politiche e partiti, studenti e associazioni studentesche, sindacati e movimenti femministi più diversi tra loro, si mettono contro il fascismo della Turchia sotto la guida di Erdogan e costringono i loro rispettivi parlamenti e governi a prendere posizione.

Dal punto di vista delle curde e dei curdi e di tutte e tutti coloro che difendono il Rojava, queste relazioni sono molto significative e efficaci per la lotta di liberazione. Ciò che è importante e necessario è che queste alleanze e relazioni acquistino profondità nella loro organizzazione, perché restino durevoli e ferme.

Resta fondamentale mantenere la prospettiva sulla questione dal punto giusto. Chi riesce in questo, con facilità riesce a vedere la luce che squarcia l’oscurità. Sì, il buio è fitto, ma la luce è più intensa.

27 ottobre 2019

di Ferda Centin

Fonte: Civaka Azadhttp://civaka-azad.org/die-dunkelheit-ist-finster-das-licht-aber-intensiver/


Comments

  1. E Sem

    Per la formazione di uno stato delle nazioni nell’area che comprende anche la Siria, forse bisognerebbe andare oltre alla divisione disegnata dal colonialismo. Senza una propria nazione riconosciuta è difficile superare l’attuale situazione. L’alleanza ed una strategia comune con le altre nazioni dell’area colonizzate sarebbe auspicabile. Un vantaggio in questo il popolo curdo può metterlo in campo: poter contare su dei combattenti preparati, materiale molto raro tra gli altri attori presenti nella zona.

Inserisci un commento