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Retekurdistan.it | 27 maggio 2019

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Non si deve parlare della nostra salute, ma dell’isolamento

Non si deve parlare della nostra salute, ma dell’isolamento

13 marzo 2019


Lo sciopero della fame per la fine dell’isolamento del rappresentante curdo Abdullah Öcalan a Strasburgo dura da 86 giorni. „Non parlate della nostra salute, ma dell’isolamento“, chiedono gli attivisti.

14 attiviste e attivisti curdi, tra cui il co-Presidente della confederazione europea di associazioni curde KCDK-E, Yüksel Koç, sono in sciopero della fame da 85 giorni a Strasburgo. Sottolineano che sia importante comprendere che non loro, ma la loro richiesta di mettere fine all’isolamento del rappresentante curdo Abdullah Öcalan devono essere al centro dell’interesse.

Perché l’azione abbia successo, tutti devono mobilitarsi

Anche nell’85° giorno molte persone hanno visitato le attiviste e gli attivisti in sciopero della fame a Strasburgo per sostenere la resistenza. Ieri tra l’altro una delegazione Ieri tra gli altri una delegazione del Centro Sociale Democratico Aarau ha vistato lo sciopero. Il co-Presidente Hüseyin Ural ha portato un messaggio di saluti e ha sottolineato che la resistenza da grande forza al popolo curdo e che la popolazione deve mobilitarsi per portare al successo lo sciopero della fame. Ha detto: „Ci sono azioni su un livello chiaro. Ma se noi come popolo curdo ci fossimo impegnati abbastanza, allora lo sciopero della fame avrebbe da tempo raggiunto il suo obiettivo. Dobbiamo tutti cominciare da noi stessi e partecipare con ogni azione democratica immaginabile al processo per rompere l’isolamento.“

Una questione di coscienza e di umanità

L’ex co-Presidente del partito BDP vietato in Turchia, Emrullah Bingül, ha definito lo sciopero della fame una fonte di forza e morale. La resistenza ha già raggiunto molto e avrà successo. Ha detto che sostenere la resistenza è una „questione di coscienza e di umanità“.

Sarıkaya: Nessuno di noi si preoccupa del proprio destino

Mustafa Sarıkaya, uno degli scioperanti, ha ricevuto la delegazione e ha dichiarato: „Noi come gruppo di azione siamo decisi. Nessuno pensa al proprio destino. Vogliamo avere successo. Io sono certo che anche il nostro popolo ha questo desiderio. Ma questo diventerà chiaro nella pratica. Non c’è motivo di perdere la speranza. Si dice ‚Una scintilla causa un incendio‘. La nostra compagna Leyla è una scintilla del genere. Forse non siamo ancora riusciti a far scoppiare l’intero incendio, ma il fuoco si diffonde. Sono convinto che questa scintilla si sia estesa alle teste e ai cuori. Alla fine avremo successo.“

Non gli attivisti, ma l’isolamento deve essere al centro dell’attenzione

Mustafa Sarıkaya ha dichiarato che un successo sarebbe già stato possibile prima: „Naturalmente abbiamo la forza. Tuttavia osserviamo un problema di usare questa forza a livello pratico nel momento giusto e in modo efficace. Il popolo curdo è un popolo organizzato e consapevole che è in grado di mostrare i rispettivi riflessi. Ma è nostro compito organizzare e mostrare questo riflesso nel momento giusto. Non le attiviste e gli attivisti, ma isolamento devono essere al centro. L’isolamento a Imralı significa l’isolamento di ciascuno e tutti devono tematizzare questo.“

 

ANF

 

 


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