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Retekurdistan.it | 15 agosto 2018

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Le relazioni tra Erbil e Bagdad di fronte allo scenario dei piani di Erdogan per il Kurdistan del sud

Le relazioni tra Erbil e Bagdad di fronte allo scenario dei piani di Erdogan per il Kurdistan del sud

31 marzo 2018


Nella fase attuale in cui mancano ormai solo due mesi alle elezioni nazionali in Iraq, le trattative e conflitti rispetto a Kirkuk e le zone contese conquistate il 17 ottobre dall’esercito irakeno e dalla milizia Hashd-al-Shabi sono determinanti per le relazioni tra Erbil e Bagdad. Allo stesso tempo anche Erdogan ha iniziato a fare nuovi piani rispetto all’Iraq e al Kurdistan del sud.

Kirkuk cardinale

Due mesi prima delle elezioni in Iraq le relazioni tra Bagdad e Erbil sono caratterizzate da un su e giù di crisi. Anche se nel contesto delle relazioni tese spesso vengono messi in primo piano conflitti politici, il pagamento die dipendenti pubblici, il budget del governo regionale autonomo, il vero punto di conflitto tra le due parti è la situazione a Kirkuk e nelle zone contese. Nell’ultimo periodo è diventato sempre più chiaro che la ragione principale per la crisi nelle relazioni sono Kirkuk e le aree contese. La soluzione dei problemi a Kirkuk e nelle aree contese quindi è determinante per una distensione delle relazioni.

Il KDP e il PUK a questo riguardo nelle ultime settimane hanno fatto dichiarazioni molto significative. Per parte del KDP Kemal Kerküki ha dichiarato che la situazione a Kirkuk non durerà nella forma attuale. Anche un rappresentante del PUK, Kosret Ali Resul, ha dichiarato che „il disastro a Kirkuk“ presto avrà fine. Con Lahur Şeyh Cengi inoltre un membro influente del PUK ha preso parte ai festeggiamenti per il Newroz a Kirkuk. Anche il governatore transitorio di Kirkuk in questo quadro di scontri nei giorni scorsi si è servito forti polemiche.

Queste dichiarazioni e attacchi confermano le supposizioni delle ultime settimane che il KDP e il PUK nello scontro intorno a Kirkuk assumeranno una posizione chiara. Perché i due partiti nell’ambito degli sviluppi a Kirkuk e nel resto dei territori contesi hanno perso il loro sostegno sociale e la loro influenza politica ha sofferto molto. Non sarebbe sbagliato constatare che in seguito a questo, non sono in grado di svolgere le elezioni comunali che in realtà sarebbero necessarie, prima delle elezioni nazionali. Attraverso un attacco relativo a Kirkuk e alle elezioni nazionali, entrambi i partiti intendono prepararsi alle elezioni comunali a livello regionale.

Nell’ambito delle dichiarazioni del KDP e del PUK negli ultimi giorni, che rivelano i preparativi dei due partiti, il governo centrale irakeno ha iniziato a cercare soluzioni per Kirkuk, che possano prevenire uno scontro militare. È stato dichiarato che la difesa di Kirkuk può essere organizzata insieme alle forze dei peshmerga. In questo contesto si sono anche svolti incontri tra rappresentanti delle tribù da Mosul e Kirkuk con il governo centrale irakeno, che ha pubblicamente dichiarato la sua disponibilità a passi del genere.Allo stesso tempo il governo irakeno ha sfruttato i nuovi attacchi di Stato Islamico a Tikrit, Kirkuk e Anbar, iniziati nuovamente dall’inizio dell’operazione di occupazione dell’esercito turco a Afrin, per innalzare le misure di sicurezza nei dintorni di Kirkuk. Ha spostato forze aggiunge nella regione, con la motivazione che gli attacchi di IS lungo i collegamenti stradali Kirkuk-Bagdad e Kirkuk-Süleymaniye/Tikrit/Erbil sarebbero fortemente aumentati. In considerazione di questi sviluppo diventa chiaro che Kirkuk rappresenta un punto cardinale nelle attuali tensioni tra il governo centrale irakeno e il governo autonomo curdo. Per questo entrambe le parti attualmente fanno avanzate del genere.

Nuovi piani della Turchia e dell’Iraq per il Kurdistan del sud

Dopo l’occupazione di Afrin il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan in numerose dichiarazioni ha reso chiaro che la Turchia nell’ambito delle sue ambizioni neo-ottomane e nel contesto dei confini del Misak-ı Milli persegue piani propri rispetto a Mossul e Kirkuk. Mentre durante l’occupazione di Afrin i conflitti di Erbil e Bagdad rispetto a Kirkuk continuavano, anche Erdogan attraverso gruppi turkmeni legati alla Turchia come ITC e alcune tribù di Kirkuk cercava di in pratica piani suoi. Nell’ambito dei confini del Misak-ı Milli ha cercato di rendere la presenza della guerriglia curda a Shengal come pretesto per un’occupazione turca della regione. Ma la decisione dei vertici del PKK e della KCK, di ritirare la guerriglia da Shengal, hanno fatto salvare i piani di Erdogan per Mossul, Kirkuk e Shengal.
Il governo turco ha reagito alla decisione della KCK, facendo affermare circa un’ora dopo la dichiarazione di voler aprire il proprio spazio aereo per voli a Erbil. Dietro c’era l’intenzione di provocare tensioni tra Erbil e Süleymaniye. Inoltre Erdogan e il Ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu hanno accusato il PUK e alcuni partiti minori di aver appoggiato Afrin. Ma le manifestazioni e altre forme di protesta per il sostegno a Afrin non si erano svolte solo a Süleymaniye. A Erbil, Duhok, Zaxo, Şeklawa e in molti altri luoghi, si è arrivati a manifestazioni, iniziative e alla raccolta di aiuti, in modo molto più esteso di quanto sia avvenuto a Süleymaniye. Il governo turco con le sue dichiarazioni ha cercato di trasmettere l’impressione che le proteste per Afrin si siano svolte solo a Süleymaniye. In questo modo si volevano creare conflitti tra il governo autonomo curdo e le città e i villaggi del Kurdistan del sud. Arez Abdullah, capogruppo del PUK nel Parlamento irakeno ha condannato le uscite della Turchia come un tentativo di dividere il Kurdistan e il governo del Kurdistan sud.

Un tentativo di impedire il Congresso di Unità Nazionale

I tentativi del governo turco degli ultimi giorni mostrano molto chiaramente che reagisce al fatto che sono saltati i suoi piani di occupazione per Shengal, Mossul e Kirkuk con lo sporco tentativo di dividere di nuovo il governo autonomo curdo e i partiti del Kurdistan del sud e a metterli in conflitto tra loro. Nell’ambito della protesta della popolazione del Kurdistan del sud contro gli attacchi a Afrin si è mostrata la volontà delle persone a spendersi per Afrin, creando in questo modo importanti condizioni per l‘unità nazionale delle curde e dei curdi. Quindi non sarebbe sbagliato valutare gli attuali sforzi della Turchia come un tentativo di impedire l’unità nazionale curda. Ma le dichiarazioni di numerosi partiti del Kurdistan del sud e die loro rappresentanti rendono chiaro che i tentativi di divisione turchi difficilmente avranno daranno frutti e che nessuno si metterà contro l’unità nazionale.

La fase si svolge a svantaggio delle forze occupanti

Davanti allo scenario dei nuovi piani di divisione e conflitto della Turchia per il Kurdistan del sud e l‘Iraq, dai quali la Turchia pensa di ottenere un ampliamento della propria influenza, guadagneranno slancio le misure della popolazione del Kurdistan del sud in corso da molto tempo per scacciare le forze di occupazione turche nel Kurdistan del sud. Questo mostra che il momento per la fine dell’occupazione turca, che da alcune forze da oltre 20 anni viene resa più profonda e più ampia, si avvicina sempre più rapidamente. Rispetto alla presenza di truppe di occupazione turche nel Kurdistan del sud tuttavia le opinioni del governo autonomo del Kurdistan e del governo centrale irakeno non sono molto distanti. Possiamo constatare con certezza che entrambe le parti per la prima volta sono d’accordo rispetto all’espulsione delle forze turche dal Kurdistan del sud. Questo lo mostrano le affermazioni di alcuni rappresentanti dei partiti irakeni e di parlamentari irakeni, che chiedono perfino l’impiego della forza militare per mettere fine all’occupazione turca del Kurdistan del sud.

Il giornalista Seyit Evran sulle fasi alterne delle relazioni tra il governo autonomo curdo nel Kurdistan del sud e il governo centrale irakeno

Questo articolo è stato pubblicato originariamente il 26.03.2018 con il titolo “Hewler-Bağdat ilişkileri ve RTE’nin Güney Kürdistan oyunları… ” sulla homepage dell’agenzia stampa Firatnews (ANF).


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