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Retekurdistan.it | 20 settembre 2019

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Più di 600 bambini sono morti in Turchia nel 2014 a causa di negligenze

Più di 600 bambini sono morti in Turchia nel 2014 a causa di negligenze

23 aprile 2015


L’associazione dei bambini Gündem ha rilasciato un rapporto affermando che nel 2014 almeno 627 bambini sono morti in Turchia e nel Kurdistan del nord a causa di incidenti evitabili.L’Associazione per i diritti umani(IHD) ha annunciato che nei primi mesi del 2015 sono morti un totale di 122 bambini.

L’Associazione dei bambini Gündem  ha annunciato il suo rapporto del 2014 in una conferenza stampa nella sede dell’associazione.La portavoce Ezgi Koman ha affermato che sono morti nel 2014 almeno 627 bambini.

Lo stato ha ucciso 38 bambini

Koman ha affermato che i bambini sono morti mentre erano sulla via per la scuola,mentre guardavano la TV,in strada,nel traffico,mentre ricevevano le cure e mentre fuggivano dal conflitto quando attraversavano il confine.

Koman ha aggiunto che 8 ragazzini sono morti in conseguenza della violenza della polizia,2 in uccisioni extragiudiziali e 2 mentre si trovavano in detenzione.

Le autorità hanno fallito nell’adottare precauzioni e come conseguenza 589 bambini sono morti

Koman ha dichiarato che 589 bambini sono morti a causa di negligenza.L’Associazione dei diritti umani ha dichiarato che dei 122 bambini che sono morti nei primi 3 mesi di quest’anno,è stato affermato che 13 hanno commesso suicidio.Ha aggiunto anche che 640 bambini sono stati feriti a causa dell’intervento della polizia negli sconvolgimenti sociali.

Il rapporto di IHD ha anche affermato che 205 bambini sono stati arrestati e 18 rimandati in detenzione.872 bambini sono stati elencati dal Ministero nazionale della pubblica istruzione come “potenziali criminali.

Ci sono stati anche oltre un centinaio di casi di abusi sessuali e di stupri nelle istituzioni statali,come le carceri,le scuole e gli ostelli.Il rapporto di IHD ha anche richiamato l’attenzione sull’importanza che venga concessa ai bambini l’istruzione in lingua madre ed ha criticato la prosecuzione delle classi religiose obbligatorie nelle scuole,nonostante le sentenze dei tribunali internazionali per i diritti umani.

ANKARA – ANF


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