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Interviste

Famiglie che vivono sul confine: I solidati ci hanno usati come scudi

MARDİN – I residenti della zona di Şenyurt (Dirbêsiyê) sul confine di Kızıltepe che hanno affermato che le autorità non hanno dato loro alcun preavviso prima che iniziasse l’operazione in Siria del nord e dell’est, hanno detto che i soldati li hanno usati come “scudo”.

L’operazione militare avviata dalla Turchia contro la Siria del nord e dell’est ha raggiunto il suo 5° giorno. Con l’inizio dell’operazione, la zona di Şenyurt (Dirbêsiyê) sul confine collocato a nel distretto di Kızıltepe di Mardin è diventata uno dei centri nel quale hanno avuto luogo gli scontri.

La zona, che si trova direttamente sul confine e negli anni ‘90 è stata evacuata e bruciata, è stata lo scenario di pensati scontri tra le FDS (Forze Democratiche della Siria) e soldati dell’esercito turco per 5 giorni. A causa di questo conflitto coloro che vivono nella zona, che sono stati bombardati e si trovavano sotto il fuoco di artiglieria che non è cessato neanche per un attimo, si sono spostati e sistemati presso parenti nel centro del distretto.

AI COLPI DI CANNONE VENIVA RISPOSTO

Kadriye Ağaoğlu è una di coloro che si sono spostati nel centro del distrutto con la sua famiglia dalla zona dove vivevano 1500 persone. Agaoglu, che si trova in un’abitazione di 3 stanze con 4 famiglie, ha detto che i soldati hanno fatto fuoco verso l’altro del confine per almeno un anno e mezzo.

Agaoglu che ha affermato che il 9 ottobre, giorno dell’inizio dell’operazione, quando ha sentito colpi di cannone ha pensato che si trattasse di operazioni come quelle precedenti, ha detto, “I colpi di cannone sono proseguiti senza sosta per un’ora. Ma questa volta c’è stata risposta ai colpi. Quando i soldati su questo lato hanno avuto risposta dall’altro lato, nel nostro villaggio è scoppiato il panico. Siccome i soldati erano vicini alle case, i proiettili hanno iniziato a colpire anche le nostr case.”

SPERO CHE NEI NOSTRI VILLAGGI NON SI A MESSA ALTRA GENTE

Mentre Agaoglu parla di come hanno dovuto spostarsi dalla loro casa perché temevano per la loro sicurezza e le loro vite, dice anche ” La distanza tra il luogo dove si trovano i soldati e le nostre case è molto piccola. Ma nessuno ci ha avvisati dell’imminente pericolo. È noto a tutti che nel caso di un simile attacco che mira all’altro lato del confine, ci sarà certamente una risposta verso questo lato e così vengono colpiti anche gli abitanti dei villaggi. Tuttavia non è stato dato nessun avviso. Ora nel villaggio non c’è più nessuno.”

Agaoglu già sa dei piani del Presidente Recep Tayyip Erdoğan dell’ AKP di insediare rifugiati sull’altro lato del confine e dice, “Abbiamo dovuto lasciare il nostro villaggio. Tutte le case ora sono vuote, ma noi intendiamo tornare. Spero che nel nostro villaggio non sia collocata altra gente prima del nostro ritorno.”

I SOLDATI VOLEVANO USARCI COME SCUDI

Un altro residente della zona che ha dovuto spostarsi verso il centro e che non vuole far sapere il suo nome ha affermato che i soldati volevano usarli come scudi. Residenti della zona dicono che non c’è mai stato neanche un singolo attacco contro di loro proveniente dall’altro lato del confine fino a oggi e considera il governo responsabile per il pericolo con il quale ora iniziano a essere confrontati. In conclusione il residente afferma che non ci sono solo soldati, ma anche militanti dell’Esercito Siriano Libero (ELS) collocati nel loro villaggio e che non si fidano di questi militanti.

Fonte: MA

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