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Kurdistan

Cure negate a un prigioniero politico dopo lo sciopero della fame

A Suleyman Benzer che ha concluso il suo sciopero della fame dopo 152 giorni nella cella di isolamento nella quale era recluso nel carcere di Duzce vengono negate le cure nonostante abbia sanguinamenti intestinali.Nonostante tutti gli ammonimenti, a prigionieri politici che hanno concluso il loro sciopero della fame di protesta contro l’isolamento imposto al Leader del popolo curdo Abdullah Öcalan nel carcere di Imrali dopo che Öcalan ha mandato un messaggio, vengono negate o ostacolate le cure mediche. Uno dei prigionieri, Suleyman Benzer di 29 anni, sta peggiorando perché gli vengono negate le cure nella cella di isolamento nella quale è recluso nel carcere di tipo T di Duzce. La cognata di Suleyman Benzer, Gultan Benzer, ha parlato con ANF dicendo che è stato portato in ospedale una sola volta dopo aver messo fine allo sciopero della fame durato cinque mesi.

“HA SANGUINAMENTI INTESTINALI

Gultan Benzer ha parlato con Suleyman Benzer il 12 giugno. Ha detto: “Suleyman ha concluso il suo sciopero della fame il 26 maggio e da allora è stato portato in ospedale una sola volta. Le analisi mostrano che ha avuto problemi epatici. Quando ho parlato con lui ieri, ha detto di avere diarrea e che gli esce sangue dall’intestino. Dovrebbe essere ricoverato in ospedale, ma ogni vota trovano una scusa per rinviare.”

NON GLI È PERMESSO ANDARE IN CORTILE

“Suleyman è stato messo in isolamento dieci giorni dopo aver iniziato lo sciopero della fame il 26 dicembre 2018,” ha detto Gultan Benzer aggiungendo che a Suleyman Benzer non è permesso avere una TV o una radio o di uscire nel cortile.

I GUARDIANI LO RIEMPIONO DI BOTTE

Gultan ha detto che i guardiani hanno malmenato Suleyman Benzer durante lo sciopero della fame e che lo hanno insultato e minacciato: “Ci siamo appellati innumerevoli volte al giudice di sorveglianza perché le condizioni di Suleyman venissero migliorate e farlo uscire dall’isolamento, ma non abbiamo avuto risposta. L’illegalità arriva a tanto, che hanno iniziato a ignorare il principio della riservatezza del rapporto cliente-avvocato e mettono guardiani e gendarmi quando riceve visite dall’avvocato. Per questa ragione Suleyman nell’ultima visita non ha potuto parlare all’avvocato dei suoi problemi. Chiediamo che Suleyman riceva cure immediate e che sia messa fine a questa prassi arbitraria.”

Fonte: ANF

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