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Contro l’attacco turco ad Afrin ed alla rivoluzione del Rojava- Reggio Calabria

Cosa sta succedendo nel nord-ovest della Siria, in quel lembo di territorio che confina con la Turchia e con l’Iraq e che dall’eroica resistenza di Kobane alle bande nere dello Stato Islamico conosciamo ormai col nome di Rojava? Con un’offensiva militare iniziata il 20 gennaio, che ha già causato centinaia di vittime, molte tra la popolazione civile, il governo turco sta bombardando il cantone curdo di Afrin nel pressoché totale silenzio della comunità internazionale. Millantando di “combattere i terroristi”, lo stato turco, candidato membro della UE, alleato dell’Occidente, con il secondo esercito della NATO, il cui presidente viene ricevuto con tutti gli onori dal nostro governo dacché l’Italia è il suo terzo partner commerciale, aggredisce coloro che si sono guadagnati il rispetto del mondo intero scacciando l’ISIS dalle sue roccaforti siriane, compresa Raqqa, “la sua capitale”. “

La Turchia lancia la sua guerra ad Afrin, spingendosi ben oltre la storica ostilità dello stato turco nei confronti del popolo curdo. La battaglia simboleggia le due opzioni che i popoli e le comunità del Medio Oriente affrontano oggi: tra dittature militariste, patriarcali, fasciste da un lato, controllate da interessi e capitali imperialisti stranieri, e la solidarietà tra comunità di liberi e uguali, autonome e autodeterminate, dall’altro… Ancora una volta è chiaro come l’esperimento democratico di liberazione delle donne, multietnico e dal basso della Federazione democratica della Siria settentrionale, iniziato con la rivoluzione del Rojava nel 2012, rappresenti una minaccia molto più grande per gli interessi turchi di qualsiasi forza reazionaria di assassini stupratori. In altre parole, lo stato turco sotto Erdogan sta cercando di finire ciò che il suo complice ISIS non ha saputo fare: annientare le legittime aspirazioni all’autodeterminazione del popolo curdo, e con ciò la possibilità di un Medio Oriente alternativo basato sulla solidarietà, la giustizia e libertà” (Dilar Dirk).

Per sostenere la resistenza oggi di Afrin come ieri quella di Kobane e per conoscere e capire di più quanto sta avvenendo in questa parte del mondo, il 10 febbraio alle ore 18.30 ne parliamo con Silvia Todeschini, un’internazionalista di ritorno da quelle zone di guerra e di rivoluzione.

Sabato 10 febbraio ore 18- Via Quarnaro- Gallico-Reggio Calabria

Csoa Angelina Cartella

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