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Kurdistan

La più grande associazione dell’industria e degli affari di Turchia ha fatto appello alla pace con i curdi

ERBIL- La più grande associazione di affari sabato ha fatto appello per una nuova risoluzione per la pace tra l’inflessibile popolazione curda del paese e lo Stato turco durante un incontro con i più importanti uomini d’affari a Diyarbakir.

In un intervento il presidente dell’Associazione turca dell’Industria e degli Affari Erol Bilecik ha suggerito una soluzione non militare a quello che ha descritto come il “problema curdo”.

Bilecik ha affermato che i tentativi che sono stati intrapresi per portare pacificamente a termine un conflitto lungo di decenni tra il fuorilegge Partito dei Lavoratori del Kurdistan ( PKK) e le forze del governo avevano trovato sostegno tra tutti i cittadini turchi e in modo particolare tra i curdi.

” Nel futuro , noi siamo per un abbandono irreversibile della lotta armata”, ha dichiarato Bilecik in un appello apparentemente rivolto al PKK, i cui guerriglieri e e l’esercito turco continuano a combattere per la soppressione da parte del governo delle richieste curde.

Il conflitto che si è diffuso in più di una dozzina di città curde, le quali hanno assistito a una distruzione su vasta scala delle infrastrutture e lo sfollamento di oltre mezzo milione di persone, ho comportato la perdita di oltre duemila vite negli ultimi due anni.

Bilecik ha anche invitato il governo a facilitare le condizioni necessarie per l’abbandono delle armi del PKK, una proposta che difficilmente può trovare ascoltatori ad Ankara, dato che il presidente Recep Tayyip Erdogan è particolarmente turbato dall’emergere di un entità curda sostenuta dagli Stati Uniti nel nord della Siria devastata dalla guerra.

” Noi crediamo nella realizzazione di circostanze che possano aiutare a costruire possibilità di dialogo e aprire la strada a politiche di pace”, ha aggiunto Bilecik

Le osservazioni dell’uomo d’affari sono un sollecito ai colloqui di pace 2013-2015 ora collassati avviati attraverso la guida del fondatore incarcerato del PKK Abdullah Ocalan  e del primo ministro di allora Erdogan.

Bilecik ha anche sostenuto la necessità di rimuovere lo stato di emergenza in atto dal maldestro tentativo di colpo di stato militare dell’estate 2016, aggiungendo che la democrazia può fiorire solo se la libertà di espressione e dei media venga garantita.

Ava Homa

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