Connect with us

Hi, what are you looking for?

Retekurdistan.it
Retekurdistan.itRetekurdistan.it

Kurdistan

Non nutrite vane speranze, non revocheranno mai lo stato di emergenza

Il nostro argomento è lo stato di emergenza.Il nostro argomento è lo stato di emergenza perché questo argomento è più critico di quello del referendum.

Perché è così?

Perché il Palazzo1 e il governo non possono manovrare al cento per cento il risultato del referendum. Ma hanno il potere di gestire lo stato di emergenza come vogliono.

Oggi abbiamo sentito il Primo Ministro Yildrim dire inizialmente che lo stato di emergenza viene prolungato di altri tre mesi. Prima ancora che potessi chiederci cose stesse succedendo, evidentemente Yildirim si è accorto di aver fatto un passo falso o qualcuno lo ha ammonito, al che ha cercato di cavarsela dichiarando che voleva finire il discorso e affermando, “questo argomento viene valutato nel Consiglio Nazionale di Sicurezza“.

Ma non è riuscito a cavarsela del tutto

Molte parti della Turchia si concentrano sul referendum, ma in particolare il Consiglio Europeo, la Commissione di Venezia2 e la Corte di Giustizia Europea per i Diritti Umani (CEDU) e le aree che da fuori riescono a valutare meglio la situazione, in sostanza guardano lo stato di emergenza.

Anche Safak Yilmazoglu lo ha messo in evidenza nel suo rapporto di oggi su “Arti Gercek“ lo ha messo in evidenza come segue “Lo stato di emergenza proclamato il 20 giugno è stato già prolungato di tre mesi per due volte. Nella condizione attuale lo stato di emergenza finisce il 19 aprile. Con il prolungamento dello stato di emergenza di altri tre mesi, la condizione già sarà durata un anno.“

Cosa significa prolungare lo stato di emergenza di altri tre mesi?

Ho considerato alcune opinioni di cui viene riferito nel suddetto articolo. Per esempio il Prof. Erol Katircioglu dice: “La discussione sul prolungamento dello stato di emergenza mostra che il governo ritiene poco probabile un esito positivo, quale che sia il risultato, l’indirizzo autoritario verrà portato avanti. Ma ci saranno delle sfumature. Il risultato del referendum determinerà che aspetto avrà lo stato di emergenza. Può essere scelto sia un corso politico duro che uno morbido. Questo dipende un po’ dal rapporto tra i voti per il ‘Sì’ e per il ‘No’. Ma in ogni caso dobbiamo aspettarci un regime duro. L’HDP ha sottolineato già in precedenza che il Presidente già ora deve dichiarare che rispetterà l’esito del referendum. Questo è vero, in questo caso è necessario che il Presidente dichiari che rispetterà l’esito del referendum.”

Sezgin Tanrikulu, deputato del CHP, dice: “Se avessero fiducia in se stessi e credessero nel fatto che l’esito del referendum sarà favorevole per loro, non poterebbero avanti questo regime repressivo. Ora abbiamo quasi raggiunto il nono mese di stato di emergenza. Il Primo Ministro a proposito delle discussioni sulla consultazione popolare ha detto “Non permetteremo che dicano che abbiamo tenuto un referendum durante lo stato di emergenza.‘ Ma se lo stato di emergenza viene prolungato, questo indica che non hanno opzioni oltre a questa condizione di repressione.“

La capogruppo dell’HDP Filiz Kerestecioğlu spiega: “Questo mostra ancora una volta come l’AKP sia messo all’angolo. Alla fine dei conti questo indica che d’ora in poi vogliono governare il Paese in questo modo e che vogliono perpetuare questa forma di governo.“

Arriviamo al punto.

A fronte delle condizioni attuali, porsi la domanda se lo stato di emergenza verrà prolungato di altri tre mesi, equivale a chiedersi se domani mattina sorgerà il sole.

L’editorialista vicino al governo Abdülkadir Selvi ha chiarito informazioni che erano giunte anche a noi: lo stato di emergenza verrà prolungato almeno fino alla fine del 2017.

Non dimenticatelo

Quale che sia il risultato del referendum, questa tendenza resterà invariata.

Perché?

Perché l’equazione instabile che il Palazzo ha stabilito non punta a rimuovere lo stato di emergenza, ma a consolidarlo.

Questo vale anche se i voti per il „Sì“ al referendum raggiungono l’80%.

Appena verrà revocato lo stato di emergenza, tutto crollerà come un castello di carte.

Ci sono due ragioni per questo:

La prima: per la nuova oligarchia nel Paese che il governo vuole costruire, vanno ancora create le condizioni giuridiche. Lo stato di emergenza offre l’occasione adatta. E dato che il processo non è ancora concluso e ha bisogno di tempo, anche lo stato di emergenza continuerà.

La seconda: già nel periodo precedente allo stato di emergenza il sistema del diritto e della giustizia è stato molto danneggiato, si sono verificate delle infrazioni del diritto talmente gravi, che la revoca dello stato di emergenza equivarrebbe a un “suicidio“ del governo e dei suoi compagni di strada.

Chiamiamo le cose con il loro nome:

Lo stato di emergenza è il cemento sul quale viene costruito il fascismo

A parte gli altri tre mesi, non c’è possibilità o probabilità che il Palazzo e l’AKP prescinderanno dal fatto di continuare lo stato di emergenza per almeno un anno.

Spero di sbagliarmi.

Lo spero.

 

 

  1. Il riferimento è alla residenza del Presidente turco

  2. Commissione di Venezia (Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto) è un’istituzione del Consiglio Europeo che fornisce agli Stati consulenza di tipo costituzionale

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

5X1000 a UIKI Onlus

5 x Mille a
Ufficio di Informazione del Kurdistan In Italia Onlus
Codice Fiscale: 97165690583

IBAN: IBAN: IT89 F 02008 05209 000102651599
BIC/ SWIFT:UNCRITM1710

Potrebbero interessarti anche:

Turchia

Memet Sıddık Akış, co-sindaco eletto del comune di Hakkari, è stato arrestato questa mattina e sostituito dal governatore di Hakkari. Il fascicolo investigativo utilizzato...

Turchia

La deputata del partito DEM Ceylan Akça-Cupolo chiede un’indagine sullo sfollamento forzato della popolazione di Sur avvenuto dopo la distruzione del quartiere storico. Il...

Turchia

Condanne durissime contro l’Hdp. 42 anni a Demirtas, l’unico in grado di ridare forza e unità alla sinistra turca e curda. Prima del verdetto...

Turchia

Gültan Kışanak, Ayla Akat Ata, Meryem Adıbelli, Ayşe Yağcı e Sebahat Tuncel sono di nuovo libere. Ma non si sentono veramente libere. Dopo aver...