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La spirale di violenza mette il Paese in subbuglio

Dopo gli attentati a Istanbul il 10 dicembre e l’esplosione di una bomba a Kayseri sabato scorso che hanno causato molti morti e feriti e che sono stati fermamente condannati dalla direzione dell‘HDP, il governo Erdoğan-AKP ha fomentato una discussone ultranazionalista per influenzare l’opinione pubblica e sottrarsi alle responsabilità per la sua politica estera incagliata.

Oltre alla nuova ondata di fermi e arresti indirizzata contro appartenenti all’HDP, il governo canalizza la rabbia pubblica per gli attentati in attacchi eseguiti da una teppa organizzata contro uffici dell‘HDP. Questa è una politica del capro espiatorio che vuole distrarre dal fallimento del governo nell’impedire simili attentati.

Il 12 dicembre un gruppo di assalitori ha cercato di sfondare la porta del nostro ufficio a Yalova. Dopo che questo è fallito, hanno incendiato la porta e insudiciato i muri con dei graffiti. Lo stesso giorno il nostro ufficio a Balıkesir è stato attaccato con armi da fuoco. Cafer Saritepe, il co-presidente dell’ufficio a Balıkesir, è stato arresto dopo che aveva sporto denuncia per questo attacco. Il 13 dicembre una teppa fascista ha attaccato il nostro ufficio nel quartiere di Büyükçekme a Istanbul e lo ha incendiato. Dato che gli assalitori non sono riusciti a penetrare nell’ufficio, hanno dato fuoco alla macchia del nostro Presidente distrettuale. Il nostro Presidente distrettuale Sidar Keser è stato arrestato mentre voleva presentare una querela per questi attacchi in tribunale. Lo stesso giorno una teppa razzista ha saccheggiato i nostri uffici a Konya e Mersin e insudiciato i muri con graffiti razzisti. Il 14 dicembre il nostro ufficio ad Adalar (Istanbul) è stato colpito con sassi e danneggiato da una simile teppaglia carica di odio.

Ormai siamo abituati ad attacchi del genere contro gli uffici del nostro partito. Tra aprile e novembre 2015 centinaia di nostri uffici, compresa la nostra sede centrale ad Ankara, sono stati attaccati da teppaglie razziste, molti sono stati distrutti da incendi dolosi. Questi attacchi si sono svolti sotto gli occhi della polizia e del Ministero dell’Interno.

Dopo gli attacchi a Istanbul e in aggiunta ai danni causati dalla teppa razzista, la polizia ha perquisito e danneggiato numerosi uffici provinciali dell‘HDP e arrestato oltre 800 funzionari e funzionarie dell‘HDP, iscritti o sostenitori. Gli avvocati ci hanno informati del fatto che molti degli arrestati sono stati pesantemente torturati o maltrattati, prigioniere donne sono state esposte a violenza e molestie sessuali, alcune sono state minacciate di stupro e/o di morte, tutti hanno subito torture psicologiche. Secondo quanto riferito dagli avvocati, alcuni dei detenuti per via delle torture subite non erano in grado di camminare o stare in piedi.

Per noi è chiaro che il Presidente Erdoğan vuole che il referendum costituzionale (N.d.T. per l’introduzione del sistema presidenziale al quale aspira) si svolga in un clima di caos sociale e di polarizzazione politica. Il 14 dicembre Erdoğan ha proclamato la “mobilitazione nazionale” per la “guerra contro il terrorismo” e ha dichiarato che la lotta della polizia e dell’esercito non bastano e che ha bisogno dell’appoggio ”della nazione”. In un altro discorso ha esortato la polizia a “non avere pietà con i terroristi”. Dato che per il regime Erdoğan-AKP la metà della popolazione del Paese si compone o di “terroristi” o di “sostenitori del terrorismo”, è probabile che la violenza della polizia e la tortura sistematica nel percorso verso il referendum aumenteranno. L’appello di Erdoğan alla “mobilitazione nazionale” va intesa come chiaro annuncio alla teppa razzista e ultranazionalista di aumentare gli attacchi contro l‘HDP. Un breve sguardo nei social media mostra che molti di questi razzisti e ultranazionalisti lo hanno già raccolto.

 

Partito Democratico dei Popoli (HDP), Rappresentanza Europea

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