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Kurdistan

Militante dello Stato Islamico: Scambiamo prigionieri con la Turchia, una grande guerra è vicina

El Muhammed El Kurdi, nome in codice Ebu Suheyb, è un militante dello Stato Islamico (ISIS/IS/ISIL) che vive ad Istanbul: ha un lavoro ed ha attraversato il confine con la Siria ed è ritornato in Turchia con facilità , dice. El Kurdi è rimasto ferito al collo durante ” l’operazione Scudo dell’Eufrate” a Jarablus ed è ritornato a casa sua ad Istanbul recentemente. Il membro di ISIS El Kurdi ha parlato con Zeynep Yüncüler  di BirGün e ha fatto dichiarazioni sorprendenti.

Mentre parlava El Kurdi ha guardato costantemente al suo telefono, e ha detto che è in contatto con i suoi amici dello Stato Islamico in Siria solo via “messenger” .In una maniera molto calma ha affermato “Quando l’intervista è finita sto per tornare al lavoro”. Abbiamo iniziato l’intervista.

Ci siamo ritirati da Jarablus, non abbiamo resistito

Affermando che si sono ritirati da Jarablus prima che l’esercito turco, i jihadisti, l’ELS e le forze della coalizione erano entrate nell’area El Kurdi dice: l’operazione e l’incursione a Jarablus è iniziata lo stesso giorno che Joe Biden ha visitato la Turchia; era un segno dell’amicizia con gli Stati Uniti. Ha anche mostrato la loro [Turchia] alleanza con gli Stati Uniti. Con questa mossa la Turchia ha fatto un grosso errore. Che tipo di errore? IS era pronta a ritirarsi da Jarablus senza nessuna resistenza quando la Turchia è entrata. La principale ragione di tutto questo era di portare l’ELS a combattere le YPG. E questo è accaduto nella prima settimana. Quando la Turchia è entrata a Jarablus, è stato detto che avrebbero dovuto attaccare anche Manbij. Dopo la prima settimana di scontri, gli Stati Uniti hanno dato direttive alla Truchia di fermare i suoi attacchi a Manbij. Dopo la Turchia ha affermato che voleva muoversi ad Al-Bab. Se Dio vuole ci sarà una guerra più grande nei prossimi giorni “.

Non volevamo lasciare il petrolio alle YPG

El Kurdi ha spiegato il loro ritiro da Jarablus nel seguente modo:

“Ci sono dei mercati petroliferi a Jarablus, a al-Raj e ci sono commercianti turchi, ci sono anche commercianti dall’Iran. Questo petrolio è venduto a commercianti turchi. Noi non volevamo che le YPG  assumesse il controllo del confine e abbiamo pensato che era maglio lasciarlo alla Turchia e alle FSA, Poichè sapevamo che la Turchia avrebbe combattuto le YPG, non è stato difficile per noi ritirarci.”

La Turchia nasconde lo scambio di prigionieri

El Kurdi ha anche affermato che c’è stato uno scambio di prigionieri tra la Turchia e lo Stato Islamico 15 mesi fa e che questo è un fenomeno comune.“ Un anno e tre mesi fa c’è stato uno scambio di prigionieri. Un sergente turco ed un privato sono stati scambiati per 12 comandati di alto livello. Ci sono state trattative. Questo non era presente nei media. La Turchia sta nascondendo l’incidente. La prima opzione è sempre scambiare i prigionieri. Se questo non è accettato , allora viene dato un periodo di tempo [da parte di SI*] e quando è finito , o l’accordo viene rotto, i prigionieri vengono uccisi.”

Ilhami Balı è stato scambiato

Ho ricordato a El Kurdi circa la conversazione telefonica trapelata di Ilhami Balı e lui mi ha detto : “Ebu Bekir ha un numero, puoi dirmi le ultime due cifre? Io gli ho detto che non potevo e ha aggiunto che c’erano registrazioni della polizia delle sue chiamate telefoniche. (El Kurdi pensa erroneamente che ho parlato con Ilhami Balı al telefono). Chiude la conversazione su Ilhami Balı.

Abbiamo buttato un pezzo di legno sulla recinzione metallica

El Kurdi dice che è stato in Siria quattro volte in nove mesi. Risponde alle mie domande se sono difficili dicendo : ” È molto semplice”. Quando ho chiesto per maggiori dettagli risponde :” Ci sono veicoli della Truchia in certe zone. Ci sono zone dove i militari turchi attendono. Io non vi dirò a che ora si attraversa per problemi di sicurezza. Poichè non possono mettere soldati in tutto il confine , noi attraversiamo facilmente dalle zone montagnose dove non ci sono soldati. Non ci sono mai stati problemi. Si lancia una tavola di legno sulla recinzione metallica e si attraversa. il confine.”

La Turchia ha dato Ahrar al-Sham 1000 mitragliatrici

El Kurdi afferma anche che la Turchia ha sostenuto l’organizzazione [islamista salafita] Ahrar al-Sham con sede a Idlib.”Quasi un anno or sono la Turchia ha supportato Ahrar al-Sham in un modo molto bello. Hanno dato loro mille dochka [mitragliatrici].

Fonte: BirGün

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