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Boicotta la guerra!Boicotta la Turchia!-Catania

Mentre immagini idilliache di sole, mare e spiagge delle regioni costiere occidentali della Turchia vendono l’idea di un paradiso del villeggiante, nelle regioni curde la storia è completamente diversa. Qui, le entrate generate da turisti stranieri e dai sostegni economici dell’Europa non vengono utilizzate per incrementare l’economia locale, ma stanno cadendo su cittadini curdi in forma di fuoco di cecchini, missili di F16 e gas lacrimogeni. Le persecuzioni contro i curdi violano il diritto internazionale e costituiscono crimini di guerra! Inoltre la Turchia, parte integrante della NATO, è tra i principali sostenitori dei tagliagole dell’ISIS, con i quali traffica in petrolio e armi!

Tuttavia nessun governo ha chiesto alla Turchia di fermare la violenza e non è stata data praticamente nessuna attenzione da parte della comunità internazionale al massacro della popolazione curda in corso. Al contrario, grazie ai 6 miliardi di Euro stanziati per l’infame accordo UE-Turchia sui profughi, la UE non fa che finanziare il riarmo e le pretese egemoniche della Turchia in Medio Oriente.

Ma noi possiamo fare la differenza

Vi invitiamo a boicottare la Turchia, paese che occupa l’Anatolia curda per distruggerne identità, cultura, istituzioni, procurando migliaia di morti e prigionieri, tra cui il leader Ocalan sequestrato in totale isolamento nell’isola-carcere di Imrali da 17 anni.

Vi invitiamo a boicottare la Turchia per i crimini di guerra commessi ai danni del popolo curdo e di tutti gli oppositori.

Vi invitiamo a boicottare la Turchia per contribuire a fermare la guerra e sostenere la nascita di un paese democratico, rispettoso dei diritti umani e delle minoranze.

Sabato 25 giugno dalle ore 10 presidio (con conferenza stampa alle 11) in corso Sicilia 50/54 di fronte supermercato Simply


DI TURCO NON COMPRO UN FICO SECCO!

Da oltre un anno in tanti denunciano la collaborazione e l’aiuto che la Turchia fornisce all’ISIS. Ormai le prove di questa collaborazione sono inconfutabili ed è emersa anche sui media: a fronte di questo è arrivato il momento di unire all’opera di denuncia iniziative concrete di Solidarietà con la resistenza del popolo curdo.

Se da un lato lo Stato turco sta rafforzando la propria funzione di avamposto orientale della Nato, partecipando formalmente alla coalizione anti-Isis, dall’altro sta utilizzando questo ruolo per incrementare gli attacchi nei confronti del popolo curdo. Un attacco che sta assumendo forme sempre più sanguinarie, che vanno dal bombardamento costante di postazioni del PKK, alla pratica dell’assedio delle città attraverso l’imposizione del coprifuoco , al coinvolgimento diretto del governo di Erdogan in micidiali attentati costati la vita a centinaia di persone, ultima la strage di Ankara del 14 ottobre. Oltre a colpire il Kurdistan turco, le azioni militari ed il terrorismo di Stato cercano di distruggere la straordinaria esperienza del Rojava, nel Kurdistan siriano, dove i tre cantoni di Cizre, Kobane e Afrin si sono dichiarati autonomi, stipulando un diverso “contratto sociale”, la Carta del Rojava. Il Rojava ha fermato non solo l’avanzata militare dell’ISIS, ma ha anche contribuito a smascherare il sistema di potere globale che ne ha garantito la legittimità, diventando così una minaccia diretta agli interessi della Turchia in tutta la regione. Ancora più vergognosa è la scelta dell’Unione Europea e degli Usa di mantenere il PKK nella “lista nera” delle organizzazioni terroriste. L’UE non solamente rimane in silenzio di fronte al massacro dei curdi ed all’alleanza tra Stato Islamico e Turchia, ma ha investito quest’ultima del ruolo di “gendarme d’Europa”. Lo scorso marzo è stato siglato un vergognoso accordo tra Unione Europea e Turchia che prevede lo stanziamento di 6 miliardi di euro ai macellai di Ankara in cambio della gestione della “accoglienza” e del rimpatrio per tutti quei migranti che, passando dal territorio turco, sono entrati in Europa e che non hanno ottenuto il diritto d’asilo. L’accordo ha inoltre accelerato i negoziati tra Ankara e Bruxelles per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Se gli appelli non bastano più, come anche le manifestazioni in cui si denuncia il terrorismo di Stato di Erdogan bisogna riuscire a colpire l’economia di guerra boicottando le attività economiche turche. Lo scopo di questa campagna è quello di agire dal basso per colpire gli interessi turchi, persuadendo quante più persone possibili a non comprare merci prodotte in Turchia, ad interrompere i viaggi turistici, a boicottare le aziende italiane che commercializzano prodotti turchi. Il boicottaggio mira a sostenere tutte le battaglie per la libertà e la democrazia in Turchia, come in altri Paesi. Tra le principali ditte italiane che utilizzano materie provenienti dalla Turchia c’è la Fatina, uno dei leader nazionali del confezionamento di frutta secca ed essiccata. In generale il settore della frutta secca (ed in particolare dei fichi secchi) è quello dove maggiormente si concentrano le esportazioni turche.

Qui di seguito  l’elenco di alcune aziende italiane che operano in Turchia : Albini & Pitigliani SpA (Galata Tasimacilik Tic.):Alitalia, Ariston, Assicurazioni Generali, Barilla Alimentare (Barilla Gida A.S.), Cassina Ceccotti- Artepe Guzel Sanatlar San, Cementerie Aldo Barbetti SpA (Cimko Cimento and Sanko Holding), Chicco Tekstil San. Tic.as, Comab SpA (Comab sas), Cremeria Milano, Electrolux Dayanikli Tuketim Mallari San, Enel Spa, Eni Spa, Giolitti Roma, Gruppo Coin Oriental Buying Services Ltd, Indesit, Iveco Spa, Luxottica Gozluk tic.as, Merloni Termosantari SpA, perfetti SpA (Perfetti Gida San. Ve tic. As), Pirelli SpA (Celikord  – Turk Pirelli Lastikleri a.s.), Piaggio v.e. SpA (Ferco Motor Ltd.), Sapori, Sipa SpA (Sipet Makina Ve Kimya tic. A.s.) Zoppas Industries, Valtur SpA (Valtur Tatil Isl. A.s.), Veneta Cucine-Degisim Muhendislik, Mimarlik Ins, Aws Apparel Tekstil San Ve tic. Ltd. Sti, Selex Komunikasyon a.s settore: elettronica per la difesa, Nova Fruit International Ltd, Pagetel Sistem Muhendisligi Ltd.Sti, Bialetti Industrie SpA (Cem Bialetti a.s.), Gilma(Iceberg), Burani Fashion Group,Valentino fashion Group, Tuo dì (discount) dove si trovano prodotti FATINA (uno dei leader nazionali del confezionamento di frutta secca ed essiccata) Nel settore dell’abbigliamento segnaliamo inoltre: Zara, Hugo Boss, Mayerline, Otto, Benetton, LC Waikiki, Julieta, De Facto, campagne specifiche hanno denunciato l’uso del “sandblasting” del denim per la produzione di jeans in aziende tessili turche per prodotti Dolce & Gabbana e Armani.

Le principali aziende turche che commercializzano prodotti in Italia nel settore agro-alimentare sono: SAWA; GÜLSEN; TALAT ELMAS; AGROBAYS; PEYBA; KEREVITAS. Etnatost di Biancavilla commercializza fichi secchi, LIFE in Turchia produce albicocche secche che vengono confezionate  da Live Italia, Sommariva Perno (CN),  USTA Brand di provenienza turca. La famiglia Averna ha venduto al gruppo SANSET della famiglia turca TOKSOZ lo storico marchio di cioccolatini PERNIGOTTI, IBEKO (elettrodomestici); KARSAN (autoveicoli); ANADOLU, KALE (ceramiche); ZORLU (energia). Inoltre KOC, YILDIZ e DOGUS sono corporation di livello internazionale che operano in diversi settori e che controllano anche aziende italiane.

Non comprate prodotti con il codice a barre 869…

No al turismo in Turchia! Blocco della vendita di armi alla Turchia!

BOICOTTA LA GUERRA! BOICOTTA LA TURCHIA!

 

Catanesi solidali con la resistenza curda    www.retekurdistan.it

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