Connect with us

Hi, what are you looking for?

Retekurdistan.it
Retekurdistan.itRetekurdistan.it

Kurdistan

KESK: Il ruolo delle istituzioni pubbliche non è quello di sostenere le politiche di guerra

Il sindacato dei lavoratori pubblici ha rilasciato un comunicato stampa sui civili che devono vivere con diritti insufficienti per l’istruzione e la salute , sottolineando il conflitto e gli attacchi che sono in corso in Kurdistan.

La piattaforma della sezione di Istanbul della Confederazione dell’Unione dei lavoratori pubblici (KESK) ha rilasciato un comunicato stampa di fronte alla scuola superiore di Galatasaray situata a Taksim ad Istanbul,relativa ai civili in Kurdistan i quali vivono in condizioni critiche dove il diritto all’educazione e alla salute vengono loro sottratti dai coprifuoco che vengono dichiarati.

Non guerra ma pace

Uno striscione con la dichiarazione “Noi non vogliamo il conflitto o la guerra,noi vogliamo la vita e la pace” è stato sorretto dai membri del sindacato che hanno frequentemente cantato slogan come:”Noi non vogliamo la guerra vogliamo la pace”. e lunga vita alla fratellanza dei popoli.”

Il comunicato stampa è stato rilasciato poco dopo che il governatore di Sirnak aveva annunciato il coprifuoco nei distretti di Cizre e Silopi.Conseguentemente i divieto è entrato in vigore in entrambi i distretti alle 23 di Lunedì.L’annuncio del coprifuoco è stato dato dopo l’istruzione agli insegnanti in servizio nei distretti di lasciare la zona,e agli ospedali di avere il personale preparato e il materiale pronti ad ogni evenienza.

Hüseyin Özerk,il presidente del sindacato dei lavoratori dell’istruzione ha rilasciato una dichiarazione affermando:”Il Ministro dell’educazione sta tentando di creare un danno psicologico nella mente degli alunni separandoli dai loro insegnanti.Il ruolo delle istituzioni pubbliche non è quello di sostenere le politiche di guerra del governo in carica.Essi non devono mettere a rischio la vita del personale.”

Ha anche dichiarato che affinchè il conflitto e la violenza giungano a termine,sforzi devono essere fatti per ottenere una situazione dove la pace è stabile,evidenziando il conflitto e gli attacchi che sono in corso in Kurdistan.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Sostieni UIKI Onlus

Sostieni
Ufficio di Informazione del Kurdistan In Italia Onlus
Codice Fiscale: 97165690583

IBAN: IBAN: IT89 F 02008 05209 000102651599
BIC/ SWIFT:UNCRITM1710

Potrebbero interessarti anche:

Turchia

L’ex membro del Parlamento federale tedesco, il Prof. Norman Paech, che ha contestato il divieto presso il Tribunale amministrativo, fa riferimento al processo di...

Turchia

Secondo un rapporto della piattaforma “Fermeremo il Femminicidio”, almeno 29 donne sono state vittime di femminicidio in Turchia a novembre. Altre 22 donne sono...

Turchia

Musa Anter, affettuosamente conosciuto come “Apê Musa” (Zio Musa), era un importante scrittore curdo che scriveva per il quotidiano Özgür Gündem e il settimanale...

Turchia

Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha esortato la Turchia a dare attuazione alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo sul politico...