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Kurdistan

Le brigate dell’ESL si alleano con Al-Qaeda contro i kurdi

Un comandante dell’Esercito Siriano Libero (ESL), sostenuto dall’Occidente e dalla Turchia, minaccia di annientare i Kurdi e dichiara che le brigate dell’ESL si sono unite ad Al-Qaeda contro i Kurdi, con delle armi fornite da paesi stranieri. Alcune brigate che non vogliono far parte di questa guerra vengono minacciate, mentre moltri membri di Al-Qaeda continuano a passare per la Turchia per entrare in Siria, con l’aiuto di “associazioni” vicine al Governo.

Dal 16 Luglio, i Kurdi sono attaccati da gruppi jihadisti, il Fronte Al-Nusra e lo Stato Islamico in Iraq e Levante (ISIS). A partire dal primo attacco, questi gruppi hanno subito pesanti perdite contro i combattenti kurdi. In particolare, sono stati cacciati da Rass Al-Ain (Serekaniye in kurdo), al confine con la Turchia, perdendo anche un importante posto di frontiera dove ricevevano armi e rinforzi. Tutti i tentativi di riguadagnare questa postazione hanno provocato pesanti perdite, tra cui diversi leader jihadisti.

Incapaci di avanzare di fronte ai combattenti kurdi, i jihadisti si sono brutalmente dedicati ai saccheggi, ai sequestri, alle esecuzioni e ai massacri. Almeno 70 civili, per la maggior parte donne e bambini, sono stati brutalmente massacrati, tra il 31 Luglio ed il 1 Agosto, nelle piccole cittadine di Tall Hassel e Tall Aren, in provincia di Aleppo. Migliaia di persone sono intrappolate e minacciate d’esecuzione e stupro in questa regione, dove vivono circa 40.000 kurdi. Molti giovani sono stati giustiziati per la sola ragione d’essere kurdi, secondo alcuni abitanti di villaggio che sono riusciti a fuggire. Centinaia di civili sono stati sequestrati. La maggior parte sono donne e bambini.

Una fatwa per far guerra ai Kurdi

Anche alcune brigate dell’ESL, che ottengono soprattutto sostegno militare, diplomatico e finanziario dall’Occidente, sono implicate in questo massacro. In un filmato, il comandante del Consiglio Militare dell’ESL per la provincia di Aleppo, Abdel Jabar al-Akidi, a fianco di altri comandanti dell’ESL, afferma che essi annienteranno i Kurdi, in seguito all’incontro che ha riunito il 26 Luglio a Gaziantep, in Turchia, 70 comandanti dell’ “opposizione siriana”.  Dichiarando apertamente l’implicazione delle brigate dell’ESL nel massacro dei civili kurdi a Tall Hassel e Tall Aren, aggiunge che il Consiglio Militare ha preso la decisione di escludere il Fronte Al-Akrad (kurdo) che rifiuta di piegarsi ai jihadisti e di sostenere Al-Qaeda contro i Kurdi. Chiede al Fronte Al-Akrad di consegnare le armi e le postazioni sotto il suo controllo.

Violenti scontri sono recentemente avvenuti tra i combattenti del fronte Al-Akrad ed i jihadisti, in particolare nelle regioni di Rakka e Aleppo. Composto da membri di tutte le etnie della Siria, il Fronte Al-Akrad possiede una quarantina di battaglioni, presenti soprattutto nelle regioni di Bab, Azzaz e Aleppo. Fa parte del Consiglio Militare del “vero” Esercito Siriano Libero.

Il Fronte Al Nusra e l’ISIS hanno inoltre emesso una “fatwa”, accusando le brigate dell’ESL che non vogliono far la guerra ai Kurdi di essere “traditrici”, riferisce l’agenzia stampa ANHA.

Il fronte Al-Akrad denuncia questa alleanza

Reagendo alle minacce del comandante dell’ESL, il responsabile generale del fronte kurdo,  Hadji Ahmad Al-Kurdi, ha affermato all’agenzia di stampa kurda Firat News che le sue brigate non deporranno mai le armi. “Nessuno ci ha dato queste armi. E’ stato il popolo che abbiamo giurato di difendere contro la repressione ed i massacri del regime Baas a darcele. Ecco il motivo per cui ho inviato questo messaggio ad Abdel Jabar al-Akidi, che ci ha chiesto di consegnare le nostre armi: “Vieni a prendercele se hai il coraggio”.

“Sono dei banditi, non dei rivoluzionari!”

Il responsabile del Fronte Al-Akrad sottolinea che i paesi occidentali devono sapere quali bande armate hanno ricevuto armi e per quali obiettivi sono state utilizzate. Descrive le azioni di queste “bande armate” nelle zone di Tall Aran, Bab, Mumbic e Jarablus. “Queste bande sequestrano persone senza protezione nelle strade, delle quali poi si perde traccia. Sequestrano in particolare persone benestanti e le torturano per giorni a scopo di estorsione. Quasi 50 persone sono state sequestrate in questa regione. Non hanno nessun obiettivo rivoluzionario. Le loro azioni non sono affatto coerenti con l’Islam. Al contrario, ne danneggiano l’immagine. Questo è banditismo, sciacallaggio. Da quando i banditi, i ladri ed i saccheggiatori sono diventati dei rivoluzionari?”.

Gli Arabi vittime dei saccheggi dei jihadisti

Anche le altre componenti della regione, tra cui gli Arabi e gli Assiro-Caldei, sono vittime dei saccheggi. “Non sono venuti né per Allah, né per l’Islam ma per i furti ed i saccheggi. Sono tutti stranieri”, afferma Watha Ali, un’abitante di Rass al-Ain. È stata costretta a trascorrere due settimane nel deserto con i suoi figli perché i combattenti di Al-Nusra erano alla ricerca di suo marito per ucciderlo. Quando i jihadisti sono entrati nei quartieri a maggioranza araba di Rass al-Ain, hanno cominciato a saccheggiare le abitazioni dei cittadini e a sequestrare le persone. Watha Ali è tornata a casa dopo che i combattenti kurdi hanno assunto il controllo della città ed hanno cacciato i jihadisti. Migliaia di persone erano scappate per rifugiarsi nelle città e nei quartieri kurdi.

Chi è il capo del Consiglio Militare di Aleppo?

Avendo disertato da quasi un anno e mezzo le fila dell’esercito fedele al Presidente siriano Bashar Al-Assad, Abdel Jabar al-Akidi continua in realtà a prestare servizio all’esercito con le sue azioni inumane, secondo Seyit Evran, un giornalista kurdo della provincia di Aleppo. “Da più di due mesi era partito a Koussair con il leader di Liva Al-Tawhid, Abdel Qadir Saleh, promettendo di liberare questa città. Ma l’ha ceduta all’armata del Baas prima di ritornare nella regione di Aleppo”, afferma.

Un’alleanza per massacrare

Anche le Unità di Protezione del Popolo Kurdo (YPG) hanno dichiarato il 3 Agosto che l’Esercito Siriano Libero si è alleato con Al-Qaeda contro i Kurdi, coinvolgendosi in particolare nel massacro di civili nella provincia di Aleppo. Secondo le YPG, numerosi combattenti dell’ESL sono partiti da Deir Ezzor per la cittadina di Tall Kocher e la zona petrolifera di Rimelan, in Kurdistan Occidentale, il territorio kurdo in Siria, mentre altri combattenti operativi a Rakka sono stati inviati a Tall Abyad e Kobani. “Le brigate dell’ESL e di Al-Qaeda formano apertamente un’alleanza per commettere dei massacri. Hanno smesso di combattere il regime per fare la guerra ai Kurdi”, hanno indicato le YPG.

Jihadisti ad Istanbul

Mentre i combattenti kurdi conducono una vasta operazione per cacciare gli estremisti dalla zona storica di Tal Halaf e dalla cittadina di Tall Abyad, al confine con la Turchia, altri membri di Al-Qaeda tentano di entrare in Siria dalla Turchia. Almeno 100 membri di Al-Qaeda avrebbero lasciato Istanbul il 3 Agosto, dove alloggiavano in hotel, per entrare in Siria, secondo l’agenzia di stampa DIHA. 180 persone sarebbero state alloggiate all’interno di hotel in Piazza Taksim dall’ONG umanitaria islamista IHH, che ha organizzato la flottiglia della Mavi Marmara nel 2010. La maggior parte possiede passaporti inglesi. Tra di loro figurano membri di Al-Qaeda, afferma da sua parte l’agenzia di stampa Firat News, pubblicando alcune foto scattate di fronte agli hotel dove erano stati alloggiati e dei passaporti appartenenti ai “sospetti”.

ActuKurde

http://actukurde.fr/actualites/520/les-brigades-de-l-asl-sallient-a-al-qaida-contre-les-kurdes.html

Traduzione a cura della Redazione di ReteKurdistan Italia

 

 

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