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Kurdistan

Proseguono i presidi per Sakine, Fidan e Leyla – Inviate una cartolina!

[divider]10 Marzo 2013 [/divider] Anche mercoledì scorso, 6 Marzo, si è tenuto il presidio davanti all’Ambasciata francese di Roma per chiedere verità e giustizia sugli omicidi di Sakine Cansız, Fidan Doğan e Leyla Şaylemez, uccise a Parigi il 9 Gennaio 2013.

Questa volta è stato il turno degli uomini, dopo il primo presidio inaugurato dalle donne: sotto la pioggia, una decina di ragazzi kurdi hanno cantato slogan ed esibito lo striscione che recitava “Il Governo turco è responsabile di questo massacro”.

Sono trascorsi già due mesi dagli omicidi ed anche le autorità francesi, che dovrebbero essere preposte a far chiarezza sull’accaduto, mantengono il silenzio.

Nel frattempo emergono altri particolari sul principale sospetto, ancora agli arresti: secondo i media turchi, Ömer Güney avrebbe detto lo scorso mese ai suoi avvocati di non aver commesso il delitto ma di avere delle prove importanti sugli assassini.

Inoltre, Güney fu arrestato in Olanda nel Dicembre 2012, insieme a decine di altri kurdi mentre partecipava ad alcuni “incontri politici della gioventù kurda”. Era l’unica persona ad avere con sé un documento che indicava che era stato arrestato ed in seguito rilasciato, secondo fonti kurde. E proprio grazie a questo documento la polizia francese è venuta a conoscenza del suo arresto in Olanda. I kurdi arrestati insieme a lui sono tutti stati liberati; alcuni di loro sono sottoposti peró a controllo giudiziario, il che significa che devono presentarsi regolarmente presso il commissariato per provare la loro presenza sul suolo olandese. Questi arresti non sono in realtà un intervento della polizia olandese per impedire un crimine sul suo territorio? Probabilmente Ömer Güney si apprestava a mettere in atto il suo “progetto d’omicidio” durante gli “incontri della gioventù kurda” in Olanda.

In seguito a questa operazione la Francia aveva sorvegliato Ömer Güney? Allora si puó concludere che i paesi europei abbiano chiuso gli occhi sugli omicidi delle tre militanti? (Actukurde.fr, 07/03/2013, “Femmes kurdes exécutées : le silence suspect de la France“).

Sono troppe le domande a cui urge al più presto dare risposta. Per chiedere la giustizia i kurdi in tutta Europa continuano a manifestare, come hanno fatto anche ieri a Parigi in occasione dell’8 Marzo, dando avvio ad un corteo partito proprio davanti all’Ufficio di Informazione del Kurdistan dove sono state uccise le tre rappresentanti politiche. A Roma continueranno i presidi davanti all’Ambasciata francese in piazza Farnese –il prossimo si terrà mercoledì 13 Marzo dalle 11.00 alle 13.00– e di recente è stato raccolto anche l’appello del CENÎ (Ufficio delle Donne Kurde per la Pace) di Düsseldorf, che invita singoli ed associazioni ad aderire alla campagna “Chiediamo Giustizia per Sakine, Fidan e Leyla” inviando cartoline al Primo Ministro francese.

Le cartoline sono reperibili ai presidi, presso l’Associazione SenzaConfine e presso l’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia.

Redazione ReteKurdistan

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