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Retekurdistan.it | 12 dicembre 2019

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YPJ: Fino a quando sarà liberata l’ultima donna ezida

YPJ: Fino a quando sarà liberata l’ultima donna ezida

3 agosto 2019


„Noi abbiamo giurato vendetta per Şengal e abbiamo mantenuto la parola“, dichiara il comando generale delle YPJ sul genocidio di IS di cinque anni fa nei confronti del popolo ezida.In occasione del quinto anniversario del genocidio e femminicidio a Şengal il comando generale delle Unità di Difesa delle Donne YPJ rispetto alla situazione dell’epoca dichiara: „Abbiamo considerato la protezione delle donne di Şengal, del popolo e di tutte le donne un compito che ci è stato assegnato dalla storia. Era evidente che a fronte di un nemico come IS non c’era altra via che la guerra. Le nostre forse si sono mosse per l’autodifesa, hanno aperto combattendo un corridoio da Şengal verso il Rojava e pagando un prezzo elevato hanno partecipato a numerose offensive per vendicare le donne di Şengal. Nella roccaforte di IS Raqqa, gli islamisti davanti all’atteggiamento delle combattenti delle YPJ e YJŞ [Unità di Difesa delle Donne di Şengal] ha subito un grande sconvolgimento e alla fine una grande sconfitta.“

Centinaia di donne e bambini ezid* sono stat* liberat* a Deir ez-Zor

Da ultimo le YPJ insieme alle YPG/FDS hanno liberato centinaia di donne e bambini ezid* dalla prigionia di IS, si afferma nella dichiarazione del comando generale. „Avevano promesso vendetta per Şengal e abbiamo mantenuto la nostra parola“, rilevano le YPJ. Questa vittoria sarebbe stata raggiunta grazie alle cadute e ai caduti e all’impegno di innumerevoli donne: „Con nelle donne e nei popoli è nata la speranza e un sentimento di unità. Dichiariamo ancora una volta la nostra determinazione a difendere queste conquiste. Alle donne di Şengal diamo di nuovo la nostra parola di una nemesi per donne prigioniere.“

Şengal è ancora sotto minaccia

Nella dichiarazione delle YPJ si entra nel merito degli attuali pericoli per Şengal: „Forze che si sentono disturbate dalla relativa sicurezza a Şengal vogliono creare inquietudine. Il sistema che è nato, nel quale le donne consapevolmente assumono un ruolo dirigente, provoca disagio nelle potenze al governo. In collaborazione con il KDP vengono attaccate le conquiste raggiunte a Şengal con la lotta. L’attacco odierno a dirigenti del movimento delle donne curde corrisponde alla stessa mentalità di quella dell’attacco alle ragazze e donne ezide nel 2014. La minaccia quotidiana alla rivoluzione del Rojava, alle conquiste in Siria del nord e dell’est e all’integrità territoriale del Kurdistan del sud non possono essere analizzate in modo disgiunto da questa mentalità. Un allargamento delle zone di combattimento del nostro popolo a fronte di questi attacchi è della massima importanza.

Fonte: ANF


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