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Retekurdistan.it | 15 ottobre 2019

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Rapporto della Municipalità di Metropolitana di Diyarbakir sulla detenzione dei co-sindaci

Rapporto della Municipalità di Metropolitana di Diyarbakir sulla detenzione dei co-sindaci

28 ottobre 2016


La Municipalità Metropolitana di Diyarbakir ha rilasciato un rapporto riguardante la detenzione dei co-sindaci Gültan Kışanak e Fırat Anlı che sono in carcere dal 25 ottobre.

Il Rapporto della Municipalità Metropolitana di Diyarbakir è come segue:

“Diyarbakir, con una popolazione di 1,8 milioni di persone, la città politicamente e culturalmente più significativa nella regione curda di Turchia, si trova ora ad affrontare la maggiore sfida dopo mesi di conflitto armato nel centro della città, che sono cessati nel marzo del 2016. I co-sindaci di Diyarbakir, Gültan Kışanak ( al servizio anche come co-presidente dell’Unione delle municipalità della regione sudorientale dell’Anatolia (GABB), che è una organizzazione ufficiale che raccoglie 117 municipalità) e Firat Anli sono stati arrestati il 25 ottobre 2016 attorno alle 21.

Poco dopo la detenzione, la connessione internet in tutta la regione curda è stata interrotta.Così dal 27 ottobre milioni di persone non hanno ancora accesso ad internet. Il tentativo di oscuramento punta a ridurre al silenzio la voce della popolazione nella regione e a impedire loro di esercitare il diritto ad essere informati sugli sviluppi. La detenzione dei co-sindaci ha avuto luogo poco dopo che era terminata l’ispezione ufficiale della Corte dei Conti, la quale stava proseguendo da 3 settimane all’interno della Municipalità metropolitana di Diyarbakir.

Sebbene gli ispettori non avevano trovato alcun motivo per la detenzione dei co-sindaci con accuse di abusi del potere municipale e di infrazione delle regole, il governo ha arrestato i co-sindaci.Come indica la conferenza stampa dell’ufficio del procuratore capo,essi sono stati posti in detenzione a causa delle dichiarazioni che avevano rilasciato, principalmente perchè il governo che la loro detenzione sarebbe vantaggiosa per i loro interessi politici. Quelle dichiarazioni rilasciate dai co-sindaci ricadono nell’esercizio del diritto di libertà di parola.

A seguito delle detenzione dei co-sindaci , anche un numero di funzionari di alto livello sono stati posti in detenzione, come ad esempio il segretario generale Zülküf Karatekin (il 26/10/2016), l’ex segretaria generale Rojda Balkaş (il 27/10/2016), l’ex segretario generale Necati Pirinççioğlu e il responsabile del Dipartimento del servizio di supporto U. Şiyar Nezan (27/10/2016), oltre ad altre decine di vari dipartimenti.

La detenzione dei co-sindaci di Diyarbakir deve considerata come la fase finale di un processo lungo di un anno attuato passo dopo passo dal governo turco per abolire la democrazia a livello locale in Turchia. Quindi questa è anche una opportunità per salvare la democrazia locale attivando il rilascio dei co-sindaci e per fermare la designazione di amministratori fiduciari da parte del governo per sostituire i sindaci eletti.

Rapporto sulle ispezioni ufficiali nella Municipalità Metropolitana di Diyarbakir

Gli ispettori della Corte dei Conti e i Servizi dell’Amministrazione Civile del Ministro degli Interni hanno effettuato ispezioni e indagini regolari nella Municipalità Metropolitana di Diyarbakir come hanno fatto i tutte le altre  Municipalità. Le ispezioni da parte della Corte dei Conti sono su temi di natura finanziaria, mentre i Servizi di Amministrazione Civile si occupano delle questioni amministrative.

Precedentemente nella Municipalità Metropolitana di Diyarbakir e nelle altre municipalità erano svolte tre volte all’anno per un periodo che varia da 1 a 3 mesi. Le ispezioni di queste due differenti istituzioni dello Stato generalmente non coincidono in termini temporali, cioè vengono svolte in diversi periodi. Tuttavia, negli ultimi due anni le ispezioni nella Municipalità Metropolitana di Diyarbakir sono proseguite incessantemente  e soprattutto simultaneamente.

Quando ogni tipo di carenza o incompletezza viene stabilita durante le ispezioni, gli ispettori chiedono una immediata rettifica, o il caso viene aperto dalla Corte dei Conti.Se viene rilevata una grave infrazione  delle regole, un’indagine viene avviata immediatamente dal pubblico ministero. Ad oggi negli ultimi due anni nessuna infrazione delle regole è stata commessa nè nelle ispezioni della Corte dei Conti o dai Servizi dell’Amministrazione Civile; e non vi è nessuna indagine svolta dal pubblico ministero a riguardo di queste indagini. Non ci sono casi aperti dal pubblico ministero a riguardo del lavoro e dei servizi della municipalità in termini di temi amministrativi o finanziari.

Come nota a parte, gli ispettori hanno condiviso con i dirigenti della municipalità che la Municipalità Metropolitana di Diyarbakir ha svolto il suo lavoro e i suoi servizi in modo meticoloso e con minori carenze comparata a tutte le altre municipalità che hanno ispezionato finora e perciò hanno ringraziato la Municipalità.

Le accuse

Le accuse a Gültan Kışanak e  a Fırat Anlı da parte dell’Ufficio del procuratore capo di Diyarbakir, sono nell’ambito del contesto di una indagine condotta sul crimine di appartenenza all’organizzazione terroristica armata PKK/KCK con il fascicolo n° 2015/45832.

Le motivazioni della detenzione della signora  Kışanak ( citazione dalla conferenza stampa dell’Ufficio del procuratore capo di Diyarbakir il 25 ottobre 2016):

1- La partecipazione al Congresso della Società Democratica e avervi tenuto un discorso a sostegno dell’organizzazione, nella sua capacità di membro abituale.
2- Aver chiesto l’autonomia con le sue dichiarazioni durante il festival del Newroz organizzato a Diyarbakir.
3- Aver permesso l’utilizzo di veicoli ufficiali registrati nella Municipalità Metropolitana di Diyarbakir per i funerali di membri del PKK.
4- Nel corso di diverse manifestazioni in cui ha partecipato, aver rilasciato dichiarazioni e aver compiuto atti che legittimano la violenza a favore dell’organizzazione.

Le motivazioni della detenzione della signor Anlı ( citazione dalla conferenza stampa dell’Ufficio del procuratore capo di Diyarbakir il 25 ottobre 2016):

1-L’assegnazione di veicoli e delle attrezzature della Municipalità Metropolitana di Diyarbakir per scavare cimiteri per i membri del PKK così come la protezione e la conservazione del “cosiddetto martirio” con risorse pubbliche.
2- Nel corso di diverse manifestazioni in cui ha partecipato, aver rilasciato dichiarazioni e aver compiuto atti che legittimano la violenza a favore dell’organizzazione.

Richieste alla Comunità Internazionale da parte della Municipalità Metropolitana di Diyarbakir

Considerando che questa può essere l’ultima possibilità per salvare la democrazia a livello locale in Turchia:

1- Sostegno alla nostra richiesta per la rimozione del blocco attorno alla Municipalità Metropolitana di Diyarbakir che continua senza sosta dal 25 ottobre, a partire dal 27 ottobre 2016.

2- Le istituzioni nazionali ed internazionali devono rilasciare dichiarazioni di protesta contro la detenzione dei co-sindaci e trasmettere queste dichiarazioni agli organismi ufficiali della Repubblica di Turchia (Consolati, ambasciate, Unione delle municipalità turche, Ufficio del Primo Ministro e Ufficio del Presidente della Repubblica di Turchia /disiliskiler@tbb.gov.tr & contact@tccb.gov.tr & cumhurbaskanligi@tccb.gov.tr)

3- Le istituzioni governative internazionali (le Nazioni Unite) e le istituzioni governative europee ( Consiglio d’Europa. il Parlamento Europeo, il Congresso delle autorità regionali e locali) devono considerare questo tema allo scopo di avviare azioni per quanto riguarda la loro giurisdizione.

4- Delegazioni devono visitare quanto prima possibile la Municipalità Metropolitana di Diyarbakir per mostrare la loro solidarietà ai co-sindaci di Diyarbakir e ai loro collegi elettorali.

5- Dal luglio 2015 il governo turco ha sostituito 27 sindaci eletti con amministratori fiduciari. È altamente probabile che il governo persegua la stessa politica anche per la Municipalità Metropolitana di Diyarbakir. Tutte le voci a favore del rilascio dei co-sindaci devono essere accompagnate da una forte opposizione contro un ulteriore distruzione della democrazia a livello locale in Turchia.”

ANF


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