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Retekurdistan.it | 20 settembre 2019

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L’esercito turco ha negato l’utilizzo di armi chimiche nella Kazan Valley


24 maggio 2013


24 Maggio 2013
L’ufficio del Procuratore militare di Stato Maggiore turco ha completato l’indagine sul presunto utilizzo di armi chimiche nella Kazan Valley (Geliyê Tiyarê), in cui trentasei guerriglieri delle HPG (Forze di Difesa del Popolo) erano stati uccisi durante scontri nel distretto di Çukurca (Hakkari) avvenuti tra il 22 e il 24 Ottobre 2011.  

L’ufficio del Procuratore militare aveva lanciato l’indagine a seguito della denuncia presentata il 6 Dicembre 2011 dalle famiglie dei trentasei guerriglieri: i corpi presentavano bruciature, modifiche del colore della pelle e non vi erano fori di proiettile.   In un comunicato sul completamento dell’indagine, l’ufficio del Procuratore ha dichiarato che non sono state utilizzate armi chimiche ma “munizioni standard convenzionali” nell’operazione contro i guerriglieri delle HPG. L’ufficio ha stabilito anche la mancanza di fondamento per un’azione legale.

La guerrigliera delle HPG Nupelda Engin, che ha parlato con ANF dopo essere sopravvissuta all’operazione nella Kazan Valley, ha detto di aver sofferto di grande nausea, di mal di gola, di una sensazione di soffocamento e di aver avuto difficoltà a camminare dopo che le bombe sono cadute sulla zona, diffondendo un odore che somiglia a quello della frutta e del latte.

La Engin ha sottolineato: “Non eravamo in grado di respirare, abbiamo cominciato a sentirci male e ad avere le vertigini mentre i colpi continuavano. Non riuscivamo quasi a muoverci e a camminare fino a quando abbiamo raggiunto una zona dove c’era dell’acqua e siamo riusciti a proteggerci per due giorni in quel posto dall’odore che si stava diffondendo”.

“Le aree colpite erano sotto il controllo dei guerriglieri”, ha fatto notare la Engin, aggiungendo: “Abbiamo aspettato i nemici due giorni ma non sono arrivati. I nostri compagni erano stati feriti ma sono morti a causa degli agenti chimici che sono ancora nella zona”.

Una delegazione della sede di Hakkari dell’IHD (Associazione per i Diritti Umani), i membri dell’organizzazione provinciale del BDP (Partito della Pace e della Democrazia) e le famiglie dei guerriglieri delle HPG, che si erano recati nella Kazan Valley una settimana dopo l’operazione, hanno trovato parti di corpi nell’area degli scontri. Gli abitanti dei villaggi della zona hanno detto loro che i guerriglieri delle HPG erano morti nelle grotte colpite dalle bombe al napalm fatte cadere durante gli scontri ed hanno anche sottolineato che in seguito i corpi erano stati prelevati dall’area con delle ruspe e molti di essi erano ridotti in pezzi.

Effettuando una dichiarazione dopo l’inchiesta, il Presidente della sede di Hakkari dell’IHD İsmail Akbulut ha affermato: “Presso l’obitorio di Malatya erano presenti solo ventiquattro corpi mentre circa trenta guerriglieri hanno perso la vita negli scontri avvenuti nella valle. Sei guerriglieri –in realtà parti dei loro corpi- erano ancora nell’area dell’operazione”.

ANF Ankara


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