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Retekurdistan.it | 20 gennaio 2020

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DFG: La Giornata dei Giornalisti in Turchia non è motivo di festeggiare!

DFG: La Giornata dei Giornalisti in Turchia non è motivo di festeggiare!

10 gennaio 2020


L’associazione dei giornalisti DFG rispetto all’odierna Giornata dei Giornalisti dichiara: „Noi in Turchia consideriamo il 10 gennaio la Giornata dei Giornalisti che non possono lavorare e per questo non festeggiamo.”Il giornalista dell’associazione dei giornalisti Dicle-Fırat (DFG) ha rilasciato una dichiarazione per la Giornata delle Giornaliste e dei Giornalisti del 10 gennaio in cui si sottolinea che questa giornata in Turchia non è motivo di festeggiare.

Sono state chiuse 179 strutture nel settore del media

„Il governo attuale cerca di rappresentare questa giornata come una festa per le giornaliste e i giornalisti, ma né il 10 gennaio né in altri giorni in Turchia per chi lavora nei media c’è motivo di festeggiare. La pressione, gli arresti e la censura della stampa continuano. Dopo la proclamazione dello stato di emergenza il 20 luglio 2016, 179 strutture del settore dei media sono state chiuse per mezzo di decreti dello stato di emergenza. Si tratta di 53 quotidiani, 37 emittenti radiofoniche, 34 emittenti televisive, 29 case editrici, 20 riviste e sei agenzie stampa. Migliaia di giornaliste giornalisti sono disoccupat*. Inoltre nel corso di questo periodo a 3.804 giornalist* è stato ritirato il tesserino stampa.“

L’associazione fa notare che giornalist* vengono arrestati per contributi nei social media e per articoli. Inoltre nella dichiarazione si afferma: „Dla Turchia viene considerata da molte aree il ‚più grande carcere per giornaliste e giornalisti. Il 10 gennaio , circa 100 di loro lo trascorrono in carcere. Noi in Turchia consideriamo il 10 gennaio la giornata delle giornaliste e dei giornalisti che non possono lavorare e per questo motivo non la celebriamo.“

L’associazione ricorda il giornalista Metin Göktepe torturato a morte dalle forze di sicurezza il 10 gennaio di 24 anni fa e invita giornaliste e giornalisti a contrapporsi insieme alla repressione.

Fonte: ANF


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