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Opinioni e analisi

Washington legittima l’occupazione

USA e Turchia hanno concordato una tregua in Siria del nordNove giorni dopo l’inizio della guerra di aggressione della Turchia contro la Siria del nord, Ankara e Washington si sono accordati per una pausa del fuoco delle forze armate di cinque giorni. Lo ha reso noto giovedì sera a Ankara il vice Presidente USA Michael Pence, dopo negoziati con il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Si intende dare questo tempo alle unità di difesa turco-siriane YPG considerate terroriste dalla Turchia, per ritirare i suoi combattenti a 20 miglia (circa 30 chilometri) dal confine turco. Successivamente questa »zona di sicurezza« dovrà essere sotto il controllo delle forze armate turche, si afferma in una dichiarazione di entrambi i governi, in cui si assicurano reciprocamente del loro legame nell’ambito della NATO. Una simile zona di occupazione, in cui si vogliono insediare milioni di profughi arabo-siriani attualmente residenti in Turchia, è l’obiettivo di guerra di Ankara, che ora è stato benedetto da Washington.

Questo accordo evidentemente intende dare sollievo soprattutto al Presidente USA Donald Trump, la cui decisione sul ritiro dalla Siria è stata rifiutata con una maggioranza schiacciante da repubblicani e democratici. Ma si tratta di un accordo di occupazione e di capitolazione per quanto riguarda le YPG, piuttosto che di un accordo su in cessate il fuoco. Inoltre è stato stipulato tra due Paesi che non sono in guerra tra loro e è stato negoziato sulla testa degli attori determinanti in Siria.

Da parte dei firmatari viene già interpretato in modo differenziato. Così il Ministro degli Esteri turco Mevlüt Cavusoglu poco dopo la partenza di Pence ha dichiarato che non si tratta affatto di un cessate il fuoco. Il governo di Damasco invece ha protestato contro l’occupazione turca di territorio siriano concordata dai due governi NATO.

Il comandante in capo dell’alleanza militare delle Forze Democratiche della Siria (FDS) formata intorno alle YPG, Maslum Kobani Abdi, sul canale televisivo curdo Ronahi TV ha salutato l’annunciata pausa di fuoco come risultato di una »eroica resistenza« delle FDS e della solidarietà internazionale con la regione autonoma sotto attacco. Abdi però allo stesso tempo ha reso chiaro che dal punto di vista delle FDS è necessario il ritiro delle truppe di occupazione. »Gli obiettivi della Turchia – un’occupazione e il cambiamento demografico della regione – per noi sono inaccettabili.« Inoltre il cessate il fuoco vale solo per la striscia tra le città di confine Tal Abjad e Ras Al-Ain (curdo: Serekaniye), che non è coperta da un accordo dell’Amministrazione Autonoma con Damasco per la congiunta garanzia dei confini. Gli attacchi turchi alla città assediata Ras Al-Ain venerdì sono continuati.

di Nick Brauns

da junge Welt

https://www.jungewelt.de/artikel/365038.t%C3%BCrkische-milit%C3%A4rinvasion-in-syrien-washington-legitimiert-besatzung.html

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