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Retekurdistan.it | 16 ottobre 2019

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Prigionier* del PKK e del PAJK ricordano la resistenza del 14 luglio

Prigionier* del PKK e del PAJK ricordano la resistenza del 14 luglio

14 luglio 2019


Prigionier* del PKK e del PAJK hanno rilasciato una dichiarazione per ricordare il 37° anniversario della resistenza di digiuno fino alla morte ad Amed nel 1982.Deniz Kaya ha rilasciato una dichiarazione per conto delle e dei prigionier* del PKK e del PAJK, segnalando l’importante conquista ottenuta attraverso l’ultima resistenza di sciopero della fame e digiuno fino alla morte che ha rotto l’isolamento del Leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.

La dichiarazione fa una lunga analisi della situazione nel mondo, iniziando con una considerazione sul fatto che “lo spirito del capitalismo manca del potere risolutivo per via dello Stato Nazione, il fatto che si manifesti come potere per la soluzione di tutti i problemi, ora è pubblicamente in un vicolo cieco. Nello Stato Nazione il capitalismo è stato costretto ad esaurire il il capitale che ha accumulato come uno scorpione e aspetta la morte. Il fascismo e simili inclinazioni che sono state vissute nella loro forma più orrenda, si stanno di nuovo verificando in alcune parti del mondo e e i tentativi di riscaldare le concezioni di destra e liberiste sono i sedimenti lasciati dal capitalismo.”

La dichiarazione poi passa all’analisi della rivoluzione del Rojava guidata dalle donne e del perché così tanti regimi capitalisti e del Medio Oriente sono contrari a questo nuovo modello di autogoverno.

La dichiarazione aggiunge: “I quattro Stati colonialisti fascisti nei quali vivono i curdi e il popolo del Kurdistan si colpiscono l’un l’altro. In primo luogo non hanno una soluzione o un’alternativa e sono pubblicamente indifesi e esauriti. In secondo luogo, l’esistenza del Movimento di Liberazione Curdo e le Forze Rivoluzionarie Democratiche in Medio Oriente sono il dato di fatto per il quale si sta verificando l’inevitabile cambiamento.”

La dichiarazione si conclude affermando che: “L’atteggiamento della Siria nei confronti della Rivoluzione del Rojava determinerà il suo futuro.”

Fonte: ANF


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