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Turchia

Un altro prigioniero mette fine alla sua vita in carcere

Il prigioniero Siraç Yüksek recluso nel carcere di Osmaniye si è tolto la vita per protesta contro l’isolamento del rappresentante curdo Abdullah Öcalan. Il prigioniero politico Siraç Yüksek si è tolto la vita nel carcere di tipo T di Osmaniye per protesta contro l’isolamento del rappresentante curdo Abdullah Öcalan. Il suo cadavere si trova nell’istituto di medicina legale di Adana ed è stato identificato dal fratello Seyfettin Yüksek. Appena sarà conclusa l’autopsia avverrà il trasferimento a Nisêbîn (Nusaybin).

Siraç Yüksek era stato arrestato il 25 maggio 2016 durante l’assedio militare della sua città natale Nisêbîn. Da allora si trovava nel carcere di massima sicurezza nella regione mediterranea della Turchia in carcerazione preventiva. Dal 1 marzo partecipava allo sciopero della fame dei circa 7.000 prigionieri politici che con una protesta di massa chiedono la rimozione dell’isolamento del fondatore del PKK Öcalan.

Quando e come Siraç Yüksek si sia tolto la vita non è ancora chiaro. Diversi avvocati e rappresentanti dell’associazione per i diritti umani IHD sono in contatto con la direzione del carcere per ottenere ulteriori informazioni.

Nel corso dello sciopero della fame hanno già perso la vita sette persone, di cui sei in carcere.

Il PKK ha già fatto diverse volte appello alle prigioniere e ai prigionieri perché prendano le distanze dai suicidi di protesta dicendo che il suicidio come forma di azione deve finire e che i prigionieri devono fare ricorso a modalità di azione organizzate anziché rivolgere le loro azioni contro se stessi.

 

ANF

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