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Turchia

La prigioniera Akici ha perso la vita dopo azione contro l’isolamento

Yonca Akici, una prigioniera nel carcere femminile chiuso di Şakran ha perso la vita a seguito di un’azione contro l‘isolamento del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan. Yonca Akici era nel carcere femminile chiuso di Şakran da quattro anni con l’accusa di far parte di un’organizzazione illegale. Il 29 marzo aveva cercato di mettere fine alla propria vita in un’azione per protestare contro l’isolamento del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.

Akici era in sciopero della fame dal 1 marzo ed ha perso la vita nell’ospedale di Çiğli dove era stata portata con gravi ferite.

Dopo l’autopsia la salma verrà inviata ad Ağrı per la sepoltura.

Il Consiglio Esecutivo del PKK ha rilasciato una dichiarazione sulle azioni di sacrificio in carere dicendo: “La resistenza dello sciopero della fame che è stata sviluppata in tutto il mondo dal nostro popolo, ha raggiunto un livello importante diffondendosi a livello mondiale. La resistenza viene condotta con lo slogan ‘Rompere l’isolamento, distruggere il fascismo’.

Con le elezioni del 31 Marzo, – prosegue la dichiarazione – sembra che il collasso AKP-MHP diventerà più chiaro. Indubbiamente la resistenza mora a rovesciare la mentalità e la politica fascista genocida mettendo fine al sistema di tortura e isolamento di Imrali è una resistenza eroica e una resistenza di libertà.”

La dichiarazione continua: “Per questo è importante e necessario capire correttamente la linea di azione e non svolgere azioni individuali. Ci sono azioni che non andrebbero ripetute. Queste sono le azioni dei compagni Zülküf, Uğur e Ayten. Noi crediamo che tutte le compagne e tutti compagni nella carceri agiranno con coscienza e non in modo individuale, ma in modo organizzato.”

Kalkan: Distruggiamo il fascismo non noi stessi

Il componente del Consiglio Esecutivo del PKK Duran Kalkan ha dichiarato in un programma della radio Dengê Welat, “dobbiamo distruggere il fascismo, non noi stessi” aggiungendo che questo tipo di azioni non dovrebbero essere replicate.

Dal lancio delle azioni di sciopero che chiedono la fine dell’isolamento contro Abdullah Öcalan hanno perso la vita sei persone, di cui sei prigionier*.

Il 17 marzo il prigioniero politico Zülküf Gezen ha messo fine alla sua vita per protesta contro l’isolamento nel carcere di Tekirdağ dove era detenuto.

Uğur Şakar,che si era auto-immolato a Krefeld in Germania il 20 febbraio per protesta contro l’isolamento, ha perso la vita il 22 marzo nell’ospedale dove veniva curato.

Ayten Beçet, reclusa nel carcere femminile chiuso di Gebze, ha eseguito un’azione di sacrificio per protesta contro l’isolamento il 23 marzo.

La prigioniera politica Zehra Sağlam reclusa nel carcere chiuso di tipo T di Oltu nella provincia di Erzurum ha messo fine alla sua vita il 24 marzo per protesta contro l’isolamento di Öcalan.

I corpi di Zülküf Gezen, Ayten Beçet e Zehra Sağlam sono stati trattenuti dal regime turco e sepolti in silenzio senza la partecipazione di parenti e altre persone, mentre solo alcuni famigliari più stretti hanno avuto il permesso di partecipare.

 

ANF

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