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AZAD Libertà Recital concerto presentazione “La guerriera dagli occhi verdi”-Empoli

Il 1° novembre è l’anniversario della resistenza di Kobane-Per continuare a dare voce a Kobane, a tutto il Kurdistan e alla giusta lotta di liberazione del popolo curdo.”La libertà non è lontana, la avremo, questa speranza non la perderemo mai. vivremo insieme nella nostra terra. Finchè respireremo, lotteremo per questo.”

ore 20.30 cena curda

Per prenotazioni: 345 5886300 – 392 8797157 – oppure 0571 931021

ore 21.30 Presentazione del libro “La guerriera dagli occhi verdi”con l’autore Marco Rovelli

A seguire:

AZAD – Libertà

Recital concerto tratto dal romanzo La guerriera dagli occhi verdi
di e con Marco Rovelli e Serhat Akbal

La storia di una donna curda che, come tante sue compagne, non ha accettato di abbassare la testa di fronte all’oppressione e ha scelto di combattere non solo imbracciando il fucile ma portando avanti un nuovo ideale di libertà e democrazia.

La vita di Avesta Harun e la vicenda del popolo curdo vengono ripercorse nel recital Azad, Libertà. Il racconto viene scandito da momenti musicali in cui l’autore del libro, che è anche musicista (il suo ultimo album é stato candidato alla targa Tenco 2015), viene accompagnato da Serhat Akbal, straordinario suonatore di saz baglama, il tradizionale strumento a corde curdo (il suo album é in uscita per la prestigiosa etichetta Note). Le canzoni di Rovelli dedicate a chi cerca la libertà e i canti tradizionali dei curdi si alternano alla lettura recitata di brani del libro “La guerriera degli occhi verdi” per raccontare una storia che non è solo di Avesta, né solo del popolo curdo, ma di tutta l’umanità.

Marco Rovelli, scrittore e musicista, segue le tracce di Avesta Harun salita in montagna a 22 anni e uccisa due anni dopo dalle milizie del daesh in un’imboscata. In quei giorni le foto di questa ragazza dagli occhi verdi apparvero sui giornali e pc di tutto il mondo. Allora venne esaltato il coraggio di queste ragazze che sfidavano gli stereotipi maschilisti della cultura patriarcale combattendo a viso aperto i tagliagole dell’ISIS nel nome del confederalismo democratico di Abdullah Oçalan, il leader del Partito Kurdo del Lavoratori (PKK)

Ora sembra tutto dimenticato. L’Europa ha affidato a Erdogan il compito di fermare con ogni mezzo il flusso dei profughi e in cambio sta chiudendo gli occhi di fronte all’oppressione di un popolo.Ma una cosa dovremmo ricordare: se abbandoniamo chi è pronto a sacrificare la propria vita nel nome degli ideali di democrazia e libertà vuol dire che stiamo rinunciando quegli stessi ideali per noi.Per questo la loro lotta dovrebbe diventare la nostra lotta.

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