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Retekurdistan.it | 16 dicembre 2019

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Dichiarazione delle YPJ per il 25 novembre

Dichiarazione delle YPJ per il 25 novembre

25 novembre 2019


Noi continuiamo la lotta di Hevrîn, Dayika Eqîde, Amara e delle sorelle Mirabal.Nelle persone delle sorelle Mirabal e dei grandi sacrifici delle nostre amiche Amara e Hevrîn e delle aspirazioni rivoluzionarie di Dayika Eqîde ricordiamo gli sforzi e i sacrifici delle donne per il loro Paese, la loro identità e la difesa dei valori della società. Ancora una volta promettiamo di continuare l’onorevole resistenza delle amiche e degli amici cadut* e di intensificare la nostra lotta contro l’oppressione.

Nel corso della storia, le donne che si sono alzate e si sono opposte e che hanno lottato contro l’oppressione e la mentalità maschile dominante sono state confrontate con duri attacchi. Questo lo vediamo nell’esempio della storia delle tre sorelle che hanno rifiutato di piegarsi e hanno lottato contro lo Stato della Repubblica Dominicana. Il sistema del dominio maschile considera donne sicure di se che si impegnano per valori sociali un pericolo per se stess. Usa le tattiche e i piani più sporchi, per distruggerle fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Noi abbiamo iniziato questa lotta con questa consapevolezza. Ci siamo incamminate sul percorso della guerra per sviluppare la forza dell’autodifesa delle donne e essere in grado di imporci contro tutta le brutalità che è stata inflitta alle donne.

Nel periodo che viviamo oggi, la lotta delle donne è chiara, ha luogo ovunque nel mondo e in particolare in Medio Oriente. Il sistema di oppressione oggi raccoglie tutte le sue forze. La realtà ci mostra chiaramente che queste forze cercheranno di distruggerci con ogni residuo di forza che riusciranno a trovare. Da dieci hanno le brutali bande che cercano di distruggere la società e i suoi valori, vengono usate come armi delle forze dell’oppressione contro la società. A capo di tutte queste bande c’è IS, che in tutto il mondo ha causato grande paura e con diversi nomi ha fondato centinaia di gruppi. Questi gruppi sono un prodotto del modo di pensare sul quale si appoggia anche il sistema capitalista. Le radici del modo di procedere brutale di queste bande, è il volto nascosto degli Stati Nazione. In primo piano ci sono lo Stato turco assassino e i suoi complici, così come il sanguinario sistema che è determinato a voler sconfiggere la nostra lotta. Questo lo vediamo chiaramente nell’attacco contro le rivoluzionarie Hevrîn Khalaf, Dayika Eqîde, Amara Renas e centinaia di altre amiche e amici. Questi attacchi consapevoli mirano a distruggere i valori della società. Queste azioni sono responsabili per la distruzione di tutte le conquiste che la rivoluzione sociale ha ottenuto. Per la nostra popolazione, il 9 ottobre di quest’anno entrerà nella storia con un grave carico.

E in tempo di resistenza accogliamo il 25 novembre. Ancora una volta la storia si ripete sulle nostre amiche Hevrîn, Dayika Eqîde e Amara. Miratamente lo Stato turco e le sue bande uccidono le nostre amiche nel modo più brutale, giocano con i loro corpi e lo diffondono nei media. Questo livello di brutalità rivela l’intensità della violenza del dominio. A fronte di questa brutalità abbiamo bisogno di un nuovo livello della lotta per dare come donne al 25 novembre il suo significato e ritrovare le sue origini nella solidarietà e nello spirito di resistenza.

Ovunque tu sia nel mondo, fa che ogni donna, ogni collettivo e ogni organizzazione per la libertà delle donne e della società lottino. Ogni donna deve prendere il suo posto e svolgere il suo ruolo come avanguardia. La lotta per la libertà è così potente che nessuna forma di violenza o occupazione possono sconfiggerla.

Su questa base invitiamo tutte le donne del mondo a mettersi insieme per alzare la nostra voce contro l’occupazione che oggi viene inflitta sia alle donne del Medio Oriente, sia in ogni luogo dove ci sono violenza e occupazione. La lotta delle sorelle Mirabal oggi continua a vivere nella lotta di migliaia di donne. Noi siamo pronte a pagare ogni prezzo per difendere i successi della lotta delle donne. Per le speranze delle sorelle, per la lotta delle nostre amiche Hevrîn, Dayika Eqîde e Amara, per tutte le migliaia di amiche e amici cadut* rafforzeremo ancora la nostra lotta nel nostro legittimo diritto all’autodifesa contro l’occupazione.

Con questo pensiero e questa convinzione ci riuniamo il 25 novembre. Salutiamo la lotta delle nostre sorelle e madri e rinnoviamo ancora una volta la nostra promessa alle amiche e agli amici cadut*.

Comando Generale YPJ

24.11.2019

Fonte: Women defend Rojava


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