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Retekurdistan.it | 18 settembre 2019

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Le YPS rivendicano un’azione di sabotaggio contro un valico di confine

Le YPS rivendicano un’azione di sabotaggio contro un valico di confine

21 agosto 2019


Le Unità di Difesa Civili hanno rivendicato un’azione contro il valico di confine tra Nisêbîn in Kurdistan del nord e Qamişlo in Rojava.La „Unità di Vendetta Şehîd Gelhat Gever“ delle Unità di Difesa Civili (Yekîneyên Parastina Sivîl – YPS) ha rivendicato un’azione contro il valico di confine tra Nisêbîn (Nusaybin) in Kurdistan del nord e Qamişlo in Rojava del 14 agosto.

Nella rivendicazione a proposito dell’azione si dice: „Il valico di confine e l’edificio della dogana che abbiamo attaccato viene usato come passaggio per jihadisti, paramilitari turchi e per i servizi segreti turchi MIT. Dopo la nostra azione nella zona si sono verificate una serie di esplosioni. I vigili del fuoco non sono stati in grado di spegnere l’incendio. In seguito all’azione l’edificio è stato distrutto e la zona circostante resa inservibile. La nostra unità dopo l’azione è tornata incolume alla propria base.“

Come motivo per l’azione, l’unità ha citato: „nel 2014 Stato Islamico (IS) e altre milizie sono state sostenute e equipaggiate e inviate all’attacco attraverso i confini con il Kurdistan occidentale (Rojava). Hanno occupato la regione, distrutto la natura e assassinato gli abitanti. Il valico di confine contro il quale abbiamo condotto la nostra azione, era uno di questi punti di passaggio. Era diventato punto di rifornimento degli jihadisti e centro per la preparazione di massacri della popolazione curda.“

Le YPS hanno dedicato l’azione al giovane quadro Gelhat Gever caduto a Nisêbîn nella lotta per l’autonomia democratica.

Fonte: ANF


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