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Retekurdistan.it | 20 settembre 2019

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Le madri del sabato chiedono notizie dei sequestrati

Le madri del sabato chiedono notizie dei sequestrati

7 luglio 2019


Le madri del sabato hanno chiesto dove si trovano sei persone che sono state sequestrate nel febbraio di quest’anno nel contesto del tentato golpe miliare in Turchia.Da anni le madri del sabato a Istanbul lottano perché siano chiariti i casi dei loro famigliari spariti dopo l’arresto e chiedendo che i responsabili siano puniti. Oggi sono scese in piazza per la 745a volta. Il luogo tradizionale delle loro manifestazioni, piazza Galatasaray, dallo scorso anno viene chiuso dalla polizia, quindi l’iniziativa e sostenitrici e sostenitori si riuniscono davanti all’edificio dell’associazione per i diritti umani IHD in una via laterale della Istiklal Caddesi. Alla manifestazione, che come di consueto ha potuto svolgersi solo completamente accerchiata dalla polizia, tra gli altri hanno partecipato i deputati Ali Kenanoğlu (HDP) e Sezgin Tanrıkulu (CHP).

Tema dell’azione di questo sabato sono stati i casi di sparizione di quest’anno. Nel febbraio 2019 sono state sequestrate sei persone e nonostante intense ricerche dei loro famigliari, risultano scomparse senza lasciare traccia. Secondo le testimonianze, le persone in questione sono state sequestrate con la violenza.

Gökhan Türkmen

Gökhan Türkmen dopo il tentato golpe militare del 15 luglio 2016 è stato sequestrato dal pubblico impiego. Il 9 agosto 2016 la sua abitazione è stata perquisita dalla polizia in sua assenza. A sua moglie è stato detto che era ricercato. Ancora durante la perquisizione sono arrivati sei o sette appartenenti alle unità speciali, anche loro alla ricerca di Gökhan Türkmen. Türkmen non è più tornato a casa, ma era in contatto telefonico con la sua famiglia. Il 2 febbraio ha detto a sua madre a telefono che la sua famiglia doveva presentare denuncia se non si fosse fatto vivo per una settimana. Il 7 febbraio ha lasciato l’abitazione di suo padre ad Antalya e da allora è sparito senza lasciare tracce.

Yasin Ugan e Özgür Kaya

Anche Yasin Ugan e Özgür Kaya erano ricercati dopo il tentato golpe militare e hanno potuto tornare nelle loro abitazioni. Hanno quindi affittato insieme un appartamento ad Ankara. Il 13 febbraio 2019 la loro porta è stata scassinata da persone che si sono qualificate come poliziotti. Ugan e Kaya sono stati ammanettati con le mani dietro la schiena, dei sacchi neri messi sulle loro teste. Sono stati portati via in un furgone. Da allora non ci sono tracce di che fine abbiano fatto.

Erkan Irmak

L’insegnante Erkan Irmak viveva a Istanbul e ha dovuto lasciare la sua famiglia perché era ricercato. Di tanto in tanto andava a trovare la sua famiglia. Dopo una di queste visite, il 16 febbraio 2019 ha lasciato l’appartamento alle 23. Sua moglie dalla finestra ha visto che Irmak veniva portato via da tre persone. La famiglia ha presentato denuncia, ma fino ad oggi non si sa dove sia.

Mustafa Yılmaz

Il fisioterapista 33enne Mustafa Yılmaz viveva ad Ankara e nell’ottobre 2018 è stato arrestato per una presunta vicinanza alla comunità Gülen. Nel gennaio 2019 è stato condannato a sei anni di carcere, ma inizialmente rimesso a piede libero perché la procedura di appello si prolungava. Il 19 febbraio è andato al lavoro e da allora è sparito senza lasciare tracce. Riprese di una telecamera di sorveglianza mostrano che è stato tirato dentro un furgone nero con la violenza.

Salim Zeybek

Salim Zeybek viveva ad Ankara ed è stato licenziato dal pubblico impiego per decreto. Dato che immaginava ci fosse un’indagine contro di lui, è entrato in clandestinità ed era in contatto con sua moglie solo telefonicamente. Il 21 febbraio 2019 ha incontrato sua moglie e i suoi figli a Istanbul. Il veicolo nel quale si trovava la famiglia è stato fermato da civili armati. Salim Zeybek è stato separato dalla sua famiglia. Sua moglie e i bambini sono stati riportati ad Ankara, la targa dei veicolo è stata sostituita più volte durante il percorso. Prima che la donna venisse lasciata andare, le persone armate le hanno detto: „Noi siamo lo Stato, non andare dalla polizia o in procura. Dacci retta, prima o poi ti lasceremo vedere tuo marito. Ma prima deve passare per le nostre mani.“ Da allora Salim Zeybek è sparito senza lasciare tracce.

Fonte: ANF


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