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Retekurdistan.it | 16 luglio 2019

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Süleyman Şah: IS e l’esercito turco mano nella mano

Süleyman Şah: IS e l’esercito turco mano nella mano

12 maggio 2019


Il comandante di IS catturato, Abu-Hadjer, dichiara che perfino il cambio della guardia dell’esercito turco presso il mausoleo di Süleyman-Şah in Siria del nord per tutto l’anno 2014 si è svolto con l’aiuto di IS. Le dichiarazioni di membri di IS catturati dalle Forze Democratiche della Siria (FDS) sulle relazioni tra gli jihadisti e lo Stato turco non si interrompono. Gli jihadisti di IS catturati si sono dichiarati disponibili a ripetere queste dichiarazioni anche davanti a un tribunale internazionale.

Bilal Mihemed Abu-Hadjer viene da Casablanca in Marocco. Dopo aver conosciuto lì il salafismo, nel 2014 si è avviato verso la Siria. È andato in aereo a Istanbul ed è atterrato nell’aeroporto di Sabiha Gökçen. Da lì ha proseguito per Riha (Urfa) e presso Kaniya Xezalan (Akçakale) ha attraversato senza problemi il confine verso la Siria. Fin dall’inizio ha lavorato attivamente all’interno di IS ed è arrivato rapidamente al grado di comandante. Riferisce di essere stato attivo in diverse regioni della Siria. Nella regione chiamata da IS „Rif Halab“ a nord di Aleppo, era responsabile per la costruzione di trincee, tunnel e altre fortificazioni militari.

Non è stato il primo accordo

Il comandante jijadista era responsabile anche per le fortificazioni di IS a Jarablus, al-Bab, al-Rai e Minbic. Riferisce della consegna senza combattimenti di Jarablus allo Stato turco: „Abu-Enes Iraqi lì era responsabile militare. È arrivata la decisione e ci siamo ritirati senza opporre alcuna resistenza.“ Alla domanda se si sia trattato di un accordo con lo Stato turco, ha dichiarato: „Quello che è stato fatto lì non è stato il primo accordo. Già prima ci sono state intese tra noi. Per esempio al mausoleo di Süleyman-Şah o nella consegna di impiegati del consolato in Iraq. Ci eravamo preparati alla lotta, ma è arrivata la decisione e siamo stati ritirati. Era chiaro che c’era stato un accordo.“

Muhajir facevano prigionieri soldati turchi

Abu-Hadjer riferisce che un gruppo di jihadisti provenienti da Uzbekistan e Tagikistan, poco dopo che il cosiddetto ponte Qereqozax era stato tolto da IS ai cosiddetti gruppi ESL, aveva catturato un soldato turco. Il comandante di IS prosegue: „Hanno portato il soldato e lo hanno consegnato alle nostre forze di sicurezza. Il giorno dopo è arrivato un soldato turco di alto rango e ha incontrato i nostri. Gli hanno consegnato il soldato e lui lo ha portato con sé.“

IS faceva il cambio della guardia dei soldati turchi

Alla domanda se l’esercito turco circondato presso il mausoleo di Süleyman-Şah ricevesse sostegno logistico da IS, ha risposto che sia il cambio della guardia sia i rifornimenti dei soldati turchi avvenivano con l’aiuto di IS. Prosegue: „Quando arrivava il momento per il cambio della guardia al mausoleo di Süleyman-Şah, venivamo avvisati. La nostra gente andava a prenderli al confine e e li portava e lasciava al confine turco i soldati ai quali veniva dato il cambio. Il gruppo in arrivo portava viveri e materiale logistico. Noi li prendevamo con noi e li portavano lì.“

Rispetto alla consegna Abu-Hadjer riferisce: „Venivano prelevati presso la tomba e portati a Karakozak, da lì a Jarablus e poi a Rai (Çobanbey), dove venivano consegnati all’esercito turco. Noi ci occupavamo della sicurezza.“ Lo jihdatista di IS catturato dichiara che ripeterà queste dichiarazioni anche davanti a un tribunale internazionale.

Erdoğan si accordava con IS e faceva quanto necessario

I dintorni del mausoleo di Süleyman-Şah con la fuga dell’ESL il 13 marzo 2014 sono caduti nelle mani di IS. IS il 20 marzo 2014 aveva dichiarato via Youtube: „Se il mausoleo non viene sgomberato entro tre giorni e recuperata la bandiera turca, verrà raso al suolo.“ L’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Erdoğan rispetto alla minaccia il 25 marzo 2014 dichiarò: „Se si dovesse arrivare a un simile rrore, allora verrà fatta qualsiasi cosa dovesse rendersi necessaria.“ L’allora Ministro degli Esteri turco Davutoğlu dichiarò che era stato istituito un comitato di crisi e che nel caso di una minaccia sarebbe stata data una risposta agli attacchi.

Omanggio a IS come risposta allo “Spirito di Eshme”

Dopo che YPG e YPJ nel febbraio 2015 avevano liberato la regione da IS, l’esercito turco con il permesso dell’amministrazione del cantone di Kobanê e il sostegno delle YPG e YPJ spostò il mausoleo nel villaggio di Ashme (Eşme) presso Kobanê. Mentre lo Stato turco lodava IS e eseguiva perfino il cambio della guardia e il rifornimento dei soldati con l’aiuto di IS senza subire alcun danno, ha protestato nel modo più duro, quando il rappresentante curdo Abdullah Öcalan ha salutato con favore lo spirito di Ashme“. Öcalan nella dichiarazione per il Newroz del 2015 aveva detto: „La resistenza e la vittoria di Kobanê hanno un grande significato sia per la nostra regione sia per il mondo intero. In questo contesto saluto lo spirito di Ashme come nuovo simbolo storico tra i nostri due popoli.“ Lo stato maggiore turco, che faceva trasportare i propri soldati con l’aiuto di IS, condannò la dichiarazione di una organizzazione terroristica che da 31 anni combatte in armi l’ordine costituzionalenel modo più aspro.

ERSİN ÇAKSU

RIMÊLAN | ANF

 

 


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