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Opinioni e analisi

Elezioni in Turchia a maggio. Importanti movimenti in corso.

In Turchia le elezioni politiche e presidenziali si svolgeranno il 14 maggio. Dopo i terremoti del 6 febbraio, con una profonda crisi economica e una quantità elevata di persone che fuggono dal Paese sarà una tornata elettorale molto importante. Il candidato della coalizione del governo è sempre l’attuale Presidente della Repubblica tuttavia quello delle opposizioni non è stato ancora definito e sembra che la questione stia creando una profonda crisi politica.

Una tavola rotonda composta da sei partiti d’opposizione (Altimi Masa) è stata creata circa tre anni fa e finora i componenti della tavola hanno svolto dodici incontri. Hanno parlato della nuova Costituzione, del nuovo sistema elettorale e di una serie di misure radicali da prendere sul piano economico nel caso di una vittoriale elettorale. Tuttavia fino a qualche ora fa non avevano, per quanto sappiamo noi, parlato del nome che volevano candidare per le elezioni. Era chiaro che il consenso su un nome unico c’era ma il nome non era stato ancora pronunciato.

Nell’ultimo incontro avvenuto la sera del 2 marzo il principale partito d’opposizione, il Partito Fondatore della Repubblica, ossia CHP(Partito Popolare della Repubblica) ha avanzato la candidatura del suo leader ossia Kemal Kilicdaroglu. Classe 1948, Kilicdaroglu è un alevita dichiarato, proviene dalla città di Dersim e si trova alla guida del Partito dal 2010. Purtroppo Kilicdaroglu, nel suo archivio, ha una serie di sconfitte elettorali registrate contro l’attuale Presidente della Repubblica. Durante la conferenza stampa realizzata oggi, il 3 di marzo, da Meral Aksener, la leader del secondo partito della tavola, Iyi Parti (Partito Buono), la candidatura di Kilicdaroglu è stata rigettata con amarezza ma con forte convinzione. Secondo Aksener si tratta di un’imposizione e la candidatura di Kilicdaroglu non porterebbe alla vittoria elettorale. Aksener nel suo discorso ha comunicato l’uscita del suo partito dalla tavola e ha invitato i Sindaci di Istanbul e Ankara di candidarsi per le elezioni presidenziali.

Secondo Aksener, e secondo anche una serie di sondaggi elettorali, da tempo, questi due nomi risulterebbero dei veri avversari dell’attuale Presidente della Repubblica con un’alta possibilità di vincere le elezione. Ekrem Imamoglu, l’attuale Sindaco di Istanbul è del 1970, nato e cresciuto sulla costa del Mar Nero, zona conosciuta per il suo profilo elettorale nazionalista e conservatore. Imamoglu da tempo è iscritto al CHP e per cinque anni è stato il Sindaco del Municipio di Beylikduzu a Istanbul. Nel 2019 ha vinto le elezioni amministrative a Istanbul ottenendo un risultato schiacciante contro il candidato della coalizione del governo, ossia l’ex Primo Ministro Binali Yildirim. Facendo così Imamoglu ha posto termine al dominio dei partiti conservatori a Istanbul dopo 25 anni. Mansur Yavas invece è l’attuale Sindaco di Ankara ed è del 1955.

Yavas è un avvocato e viene da una tradizione nazionalista moderato. Per dieci anni è stato il Sindaco del municipio di Beypazar a Ankara ed è stato eletto nel 2019 il Sindaco della Capitale anche lui concludendo la carriera venticinquennale dei partiti conservatori. Yavas è avvocato di professione ed è stato, come Imamoglu, il candidato comune del CHP e dell’Iyi Parti. Entrambi i Sindaci hanno avuto l’appoggio indiretto di una serie di partiti di sinistra dato che questi non hanno presentato nessun candidato con l’obiettivo di non disperdere i voti nelle amministrative del 2019.

Sia Yavas che Imamoglu sono al potere da quattro anni e sono riusciti a fare una brillante carriera con una serie di novità radicali che hanno introdotto in città. Sopratutto Yavas è diventato famoso per la sua battaglia contro la corruzione e i casi di spreco di denaro pubblico riorganizzando il Comune ma anche lanciando una campagna legale contro l’ex Sindaco Melih Gokcek. Imamoglu, nel 2022 è stato condannato per via di una dichiarazione che aveva rilasciato nel 2019 contro i funzionari dello YSK, l’ente che regolamenta le elezioni in Turchia. Il processo si è concluso molto e se la Cassazione confermasse la sua condanna potrebbe entrare in carcere e essere per vari anni privato dai suoi diritti politici. Quindi l’eventuale candidatura per le elezioni presidenziali di Imamoglu sembra poco probabile. In ogni caso da tempo il leader del principale partito d’opposizione, Kilicdaroglu comunica il suo parere contrario alla candidatura sia di Imamoglu sia di Yavas sostenendo che loro debbano continuare a fare il loro eccellente lavoro da Sindaci. Anche per questo motivo sembra che abbia deciso di proporre la sua candidatura Kilicdaroglu.

Ora la partita sembra ancora aperta ma si procede con una notizia molto ben definita. Pochi mesi prima delle elezioni la tavola rotonda composta da sei partiti d’opposizione sembra rovesciata. Kilicdaroglu in queste ore sta incontrando Sol Parti e TIP, due partiti socialisti, molto probabilmente con l’obiettivo di ottenere il loro appoggio e prendere da parte sua tutti i partiti di sinistra che compongono il terzo polo dove si troverebbe il secondo più grande partito d’opposizione ossia il Partito Democratico dei Popoli ( HDP ) che, in passato e in modo velato, s’era espresso a favore dell’eventuale candidatura di Kilicdaroglu.

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