Connect with us

Hi, what are you looking for?

Retekurdistan.it
Retekurdistan.itRetekurdistan.it

Rassegna Stampa

Ogni balcone un luogo di festa

Nonostante l’epidemia da coronavirus, la festa curda del Newroz è stata celebrata in Turchia e in RojavaIl Newroz è »la più antica festa della libertà dell’umanità«, si afferma nella dichiarazione del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) in occasione della festa di primavera e capodanno del 21 marzo celebrata da molti popoli del Medio Oriente e dell’Asia centrale. Per celebrare adeguatamente il Newroz nonostante la pandemia da coronavirus – definita nella dichiarazione espressione della »patologia tumorale della modernità capitalista« – il PKK, che da oltre 35 anni conduce una guerra di guerriglia per i diritti dei curdi, aveva fatto appello a rendere al posto delle manifestazioni di massa all’aperto »ogni luogo, ogni casa, ogni strada, ogni quartiere, ogni villaggio e ogni montagna un luogo di festa«.

In Turchia, dove ancora lo scorso anno centinaia di migliaia di persone avevano partecipato a grandi festeggiamenti per il Newroz, il Partito Democratico del Popoli (HDP) di sinistra aveva fatto appello a festeggiare venerdì alle ore 20.20 alle finestre e sui balconi con luci, trilli e canzoni. Così come la deputata HDP Feleknas Uca sul suo balcone a Diyarbakir, molti hanno condiviso immagini sotto l’hashtag »newroz her yerde« (Newroz è ovunque) via Twitter.

Nei villaggi sono anche stati accesi fuochi per il Newroz. Nella città capoluogo di provincia Suruc, la polizia militare sabato notte ha assaltato numerose abitazioni, nove giovani sono stati arrestati per la loro partecipazione ai festeggiamenti. Per ora in Turchia non c’è un divieto di uscita generalizzato per respingere la diffusione della pandemia da coronavirus. Sabato notte tuttavia è entrato in vigore un divieto di uscire per persone a partire dai 65 anni, nonché per persone anziane affette da malattie croniche.

Secondo dati ufficiali, fino a domenica in Turchia 947 persone erano contagiate da SARS-COV-2 e 21 decedute per Covid-19. »Secondo dati a disposizione del nostro partito, il numero di persone infettate dal virus è già nell’ordine delle migliaia, non delle centinaia«, aveva ammonito l’HDP già alla fine della scorsa settimana. Le misure del governo si concentrano »sulla protezione degli interessi del capitale e non sulla salute pubblica«, ha lamentato il partito. È necessario nazionalizzare gli ospedali e chiudere tutte le fabbriche, luoghi di produzione e unità di commercio al dettaglio non necessarie agli approvvigionamenti di base.

Nella regione autonoma curda in Iraq del nord, dove finora sono stati verificati circa 50 casi di infezione, secondo quanto affermato dall’emittente Rudaw, peshmerga armati vigliano sul divieto di circolazione in vigore dalla metà di marzo, del quale sono caduti vittima anche i festeggiamenti per il Newroz. Nella zona di amministrazione autonoma nella Siria nordorientale nota come Rojava, festeggiamenti maggiori erano stati vietati dalla locale autorità di autogoverno locale, ma dato che il divieto di circolazione valeva solo dal 21 marzo, venerdì notte sono stati accessi fuochi in numerosi quartieri e villaggi. »Molti dicono che il Newroz quest’anno in Rojava è stato più bello: più in strada a causa del divieto di festeggiamenti centrali. Come prima della rivoluzione, quando era vietato«, ha riferito l’internazionalista tedesco Felix Anton via Twitter dal Rojava. Opporsi ai divieti è parte parte dell’identità curda, così Anton, ma in questo caso ci sarebbe stato un fraintendimento. Così si sarebbero incontrati molti gruppi di 50 fino a 100 persone. Riprese da Kobani mostrano una folla che festeggia allegramente sulla piazza centrale della città intorno alla statua della combattente per la libertà Arin Mirkan.

Secondo informazioni dell’emittente televisita curdo-siriana Ronahi TV infezioni e decessi da coronavirus in Rojava sono note solo nelle città sotto occupazione turca di Ras Al-Ain e Tel Abjad. Dato che l’unica apparecchiatura per i test per il SARS-CoV-2 si trova un grande ospedale nella città di Ras Al-Ain occupata dall’esercito turco, tuttavia nella zona autonoma non possono essere eseguite le corrispondenti analisi.

di Nick Brauns
da junge Welt del 23.3.2020
https://www.jungewelt.de/artikel/374995.kurdistan-jeder-balkon-ein-festplatz.html

5X1000 a UIKI Onlus

5 x Mille a
Ufficio di Informazione del Kurdistan In Italia Onlus
Codice Fiscale: 97165690583

IBAN: IBAN: IT89 F 02008 05209 000102651599
BIC/ SWIFT:UNCRITM1710

Potrebbero interessarti anche:

Turchia

L’Associazione per i Diritti Umani è un’organizzazione volontaria per i diritti umani, indipendente dallo Stato, dal governo e dai partiti politici, che osserva le...

Turchia

L’organizzazione provinciale di Qers (Kars) del Partito Dem ha chiesto al comitato elettorale provinciale di annullare le elezioni in città. Il Partito per l’uguaglianza...

Turchia

WAN – Le proteste sono iniziate in tutta la città dopo che Abdullah Zeydan, che ha vinto le elezioni per la carica di co-sindaco...

Turchia

Affermando che il diritto di essere eletto del co-sindaco della municipalità metropolitana di Van, Abdullah Zeydan, è stato usurpato per ordine del ministro della...