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Retekurdistan.it | 23 giugno 2018

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Presidio contro l’invasione turca del Kurdistan-Palermo

Presidio contro l’invasione turca del Kurdistan-Palermo

23 maggio 2018


Il governo di Erdogan ha portato le ambizioni coloniali dello Stato turco ad un nuovo livello. Il suo obiettivo ora è distruggere tutte le conquiste dei kurdi tanto nel Kurdistan sud quanto nel Kurdistan ovest. Qualora non ci riuscisse, intende mettere sotto assedio i territori kurdi e soffocarli. Lo Stato turco continua a perseguire la sua politica epocale contro i kurdi e il Kurdistan, con l’obiettivo di privare i kurdi dei loro diritti ancora una volta. La politica attuale dello Stato turco contro i kurdi è quella della guerra a tutto campo, della distruzione e dell’occupazione.


Erdogan ha lanciato l’ultima aggressione nella regione kurda della TurchiaIl governo di Erdogan ha rotto i negoziati di pace e a ripreso l’aggressione militare in Bakur (la regione kurda della Turchia). Ha sferrato un’ondata di repressione a atrocità brutale, compreso l’assedio di decine di città, provocando la morte di migliaia di persone, centinaia di migliaia di sfollati, la detenzione incostituzionale di centinaia di rappresentanti locali e parlamentari kurdi democraticamente eletti, l’arresto di migliaia di attivisti.


Il bombardamento e l’invasione illegale dello Stato turco su Afrin nel Nord della Siria


L’aggressione militare si è recentemente spostata al di là del confine, in territorio siriano. Lo Stato turco ha illegalmente bombardato ed occupato Afrin, una regione a maggioranza kurda che è stata un’oasi di pace in un paese lacerato dalla guerra, un luogo di rifugio, una roccaforte del progetto democratico confederale. Questa invasione criminale ha causato centinaia di morti e nuove ondate di migrazione massiva. Più allarmante ancora, tutto indica che ci sono piani di una pulizia etnica su vasta scala contro i kurdi.

La potenziale invasione del territorio kurdo iracheno da parte dello Stato turco


Recentemente, l’assalto genocida contro i kurdi in Turchia e Siria ha registrato una nuova escalation, con bombardamenti aere. Si stanno moltiplicando i segnali di una imminente invasione su larga scala del territorio kurdo iracheno, nel tentativo di circondare e strangolare ulteriormente l’unico spazio di libertà nella regione.

Fermare l’invasione della Turchia e sostenere la lotta per la libertà del Kurdistan

L’eroica resistenza di Kobane contro le bande dell’ISIS è stata una storica pietra miliare. Ha portato all’attenzione del mondo la tenace volontà del Movimento Kurdo per la Libertà di lottare per il suo progetto confederale democratico, che rappresenta l’unica alternativa viabile alla continua spirale di violenza e tirannia di cui è preda il Medio Oriente. Lo Stato turco ha risposto con furia all’espandersi della fiamma democratico-confederale. Dopo Kobane ha completamente isolato il grandemente rispettato leader del Movimento Kurdo per la Libertà, Abdullah Öcalan, rinchiuso in condizioni carcerarie inumane ormai da quasi vent’anni. Deliberatamente silenziare Öcalan dal marzo 2015, è stato il cruciale primo passo dello Stato turco nella sua dichiarazione di guerra a tutto campo contro i kurdi.

Rompere il silenzio sull’invasione turca del Kurdistan


La Russia ha aperto lo spazio aereo siriano all’aviazione turca, consentendo così l’invasione di Afrin. Le potenze dominanti internazionali (USA e UE) sono rimaste in silenzio. Un simile silenzio si sta registrando nei confronti degli attacchi contro il Kurdistan Sud. La complicità internazionale rende i kurdi vulnerabili a massacri in ogni parte del Kurdistan.Chiediamo ai governi e alleanze internazionali (UN, NATO, UE, Lega Araba) così come ai popoli democratici del mondo, di respingere l’aggressione turca.Chiediamo a tutti i partiti politici, organizzazioni di diritti umani, sindacati, attivisti e istituzioni internazionali, di sostenere la lotta per la libertà del Kurdistan. Fermiamo l’invasione turca e sosteniamo la lotta per la libertà del Kurdistan.

Per questo, dichiariamo il 26 maggio 2018 Giornata Globale d’Azione contro l’invasione turca di Rojava (Siria del Nord) e Basur (Nord Iraq).

 

Presidio a Palermo ai Quattro Canti (incrocio via Maqueda-c.so Vittorio emanuele) alle ore 11.30

 

Palermo solidale con il popolo curdo


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