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Retekurdistan.it | 16 settembre 2019

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Assemblea nazionale Fiom:approvato ordine del giorno di solidarietà con il Rojava e le popolazioni colpite dalle violenze di ISIS

Assemblea nazionale Fiom:approvato ordine del giorno di solidarietà con il Rojava e le popolazioni colpite dalle violenze di ISIS

29 settembre 2014


ASSEMBLEA NAZIONALE FIOM-CGIL Cervia, 26-27 Settembre 2014  Ordine del giorno Solidarietà con le popolazioni colpite dalle violenze di ISIS (Stato Islamico)

Il Medio Oriente continua ad assomigliare ad una polveriera sempre più vicina al punto diesplodere. ISIS terrorizza ormai buona parte della regione. Dopo gli attacchi nelle regioni curdedell’Iraq settentrionale, dove sono state brutalmente massacrate le popolazioni curde yezide, ma anche altre minoranze come cristiani, turcomanni e sciiti causando un esodo di dimensioni epocali,dalla metà di Settembre ISIS ha ripreso ad attaccare le regioni curde siriane nel cantone di Kobanê.

Kobanê è uno dei tre cantoni nel Rojava (Kurdistan occidentale/Siria settentrionale) in cui nel Novembre del 2013 è stata dichiarata l’autonomia di autogoverno attraverso una costituzione democratica costruita con la partecipazione di tutti i gruppi religiosi ed etnici.

ll modello democratico del Rojava rappresenta una spina nel fianco per le organizzazioni fondamentaliste e per le potenze regionali.

Negli ultimi due anni la regione è già stata presa di mira dagli attacchi di ISIS che nelle ultime settimane sono ripresi con maggiore intensità e a cui rispondono le Unità di Difesa del Popolo dell’amministrazione autonoma del Rojava, costituite per circa il 40% da donne che ormai da tempo combattono ISIS con grande determinazione insieme ad altre forze di difesa popolare curde e non.

Nel Kurdistan occidentale hanno trovato rifugio e accoglienza centinaia di migliaia di persone di ogni credo religioso e appartenenza etnica fuggite dalle violenze di ISIS nell’Iraq settentrionale.Mancano farmaci e beni di prima necessità.

In questi giorni la regione di Kobanê è sotto assedio, decine di villaggi sono stati sgomberati e decine di migliaia di persone sono fuggite oltre il confine turco, altre seguono quotidianamente e sono ora ammassate ai valichi di frontiera.

Lo stato turco, che mantiene un regime di embargo nei confronti del Rojava ostacolando anche il passaggio di aiuti umanitari, esercita il proprio arbitrio su questa massa di persone disperate chiudendo periodicamente il confine e sta usando la situazione come pretesto per inviare altre truppe nella zona con il possibile obiettivo di creare una “zona cuscinetto” che risulterebbe sostanzialmente in un’occupazione militare del Kurdistan settentrionale (Turchia meridionale) in aperta violazione dei colloqui di pace in corso con il Movimento di Liberazione del popolo curdo nella persona di Abdullah Öcalan.

Allo stesso tempo però lascia transitare nel proprio territorio e attraverso il proprio confine con la Siria rifornimenti, armi e miliziani per ISIS fornendo attivamente sostegno logistico e militare a questa organizzazione che di fatto sta combattendo una guerra per procura contro il Popolo Curdo al quale la Turchia vuole ancora una volta precludere qualsiasi possibilità di autodeterminazione.

Se Kobanê dovesse cadere un nuovo massacro sarebbe alle porte.

L’assemblea nazionale della Fiom

  • condanna con forza l’aggressione a cui è sottoposta da ISIS e da altre forze fondamentaliste con il sostegno di potenze regionali, in particolare della Turchia;
  • riconosce nell’autonomia democratica del Rojava un possibile modello di alternativa democratica e di convivenza pacifica per l’intero Medio Oriente e ne sostiene la rivendicazione di un riconoscimento istituzionale al livello internazionale intermini analoghi a quelli già adottati per il governo regionale del Kurdistan (GRK) in Iraq;
  • esprime solidarietà alle popolazioni colpite dalle violenze e in particolare alle donne nei cui
  • confronti ISIS si accanisce con una spietatezza particolarmente efferata;
  • impegna le strutture della Fiom a tutti i livelli a diffondere appelli per la raccolta dei fondi asostegno delle popolazioni civili colpite.

Assunto dalla Presidenza

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