İZMIR – I detenuti del carcere di tipo F n. 2 di Kırıklar hanno dichiarato che le pressioni, le violazioni dei diritti e le pratiche arbitrarie sono aumentate nell’ultimo mese, affermando: “Ogni nostra rivendicazione umana fondamentale viene respinta sulla base di una ‘circolare ministeriale’. Dichiariamo che non rimarremo in silenzio”.
Secondo quanto riportato, le violazioni dei diritti dei detenuti nel carcere di tipo F n. 2 di Kırıklar, nel distretto di Buca a Smirne, sarebbero aumentate nell’ultimo mese. I detenuti hanno descritto le violazioni subite in una lettera inviata tramite i loro avvocati. Hanno affermato di essere stati condannati all’isolamento in modo arbitrario e che tutte le loro obiezioni sono state respinte sulla base di una “circolare ministeriale”.
L’obiettivo è prevenire possibili rilasci in libertà vigilata
I prigionieri hanno dichiarato nelle loro lettere di essere sottoposti a queste pratiche nel tentativo di intimidirli e hanno incluso le seguenti affermazioni: “Alcune delle condanne all’isolamento dei nostri amici sono state confermate, alcuni casi sono in fase di esecuzione presso il tribunale e continuano ad esserne avviati di nuovi.
Nonostante tutti i nostri sforzi di dialogo possiamo riassumere l’approccio dell’amministrazione come segue: “Noi imponiamo le sentenze, voi lottate e vi sottoponete al processo di esecuzione. Se regge scontate la pena; altrimenti cambiamo il metodo e la giustificazione e imponiamo un’altra sentenza”. La responsabilità di questo approccio malevolo ricade sul primo e sul secondo vicedirettore e sui dirigenti amministrativi. L’obiettivo principale è impedire possibili rilasci in libertà vigilata.
Circolare del Ministro
Queste pratiche che non sono nuove, ma si sono intensificate nell’ultimo mese. Tuttavia, l’approccio negativo dell’amministrazione è aumentato di pari passo con l’avvio del processo. L’approccio più evidente è la discriminazione. I detenuti che scontano l’ergastolo aggravato sono obbligati a stare nello stesso corridoio per poter fare esercizio fisico. Le loro richieste di essere trasferiti nello stesso corridoio vengono respinte con la motivazione di una “circolare ministeriale”. Eppure ai detenuti condannati per altri reati è consentito rimanere negli stessi reparti. Ciò implica che esista una circolare ministeriale specifica che ci riguarda. La stessa situazione si verifica per gli orari di visita. I nostri orari di visita, che non sono comodi per le nostre famiglie, non vengono modificati, mentre quelli di altri gruppi possono essere adattati. Ogni nostra esigenza umana fondamentale viene respinta con la motivazione di una “circolare ministeriale”.
Non rimarremo in sielnzio
Le pratiche discriminatorie e provocatorie aumentano di giorno in giorno. Quando protestiamo ci rispondono: “Scrivete a chi volete”. Purtroppo anche l’approccio del pubblico ministero e di alcuni giudici esecutivi in questa materia è parziale, consentendo loro di imporre sanzioni disciplinari a chiunque vogliano, quando vogliono. Alcuni giudici esecutivi approvano direttamente le decisioni dell’amministrazione e il parere del pubblico ministero senza nemmeno leggere le motivazioni del provvedimento disciplinare. Affermiamo che non rimarremo in silenzio di fronte alle crescenti pressioni, intimidazioni e punizioni con l’isolamento cellulare degli ultimi tempi e che non esiteremo a far valere tutti i nostri diritti legittimi e umanitari.



