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Diritti umani

Campagna “No alle esecuzioni di martedì”: sciopero della fame in 56 carceri

La campagna “No alle esecuzioni di martedì”, che ha annunciato che più di 2.350 persone sono state giustiziate dall’inizio dell’anno, ha richiamato l’attenzione sui massacri e sulle sparizioni forzate commessi dal regime repressivo, insieme alle proteste in corso in 56 carceri.

La campagna “No alle esecuzioni di martedì”, lanciata contro la pena di morte in Iran, prosegue in 56 carceri per la sua 106a settimana. La campagna ha annunciato che 123 persone sono state giustiziate a gennaio. Secondo i dati pubblicati dalla campagna, dall’inizio di quest’anno sono state giustiziate più di 2.350 persone.

Il testo della campagna include le seguenti dichiarazioni:

“Sono trascorse più di tre settimane dalle brutali uccisioni di civili e dalla detenzione di decine di migliaia di cittadini indifesi nelle strade, nei quartieri e nei viali dell’Iran, eppure ampie fasce della popolazione iraniana rimangono completamente all’oscuro della sorte e dello stato dei propri cari. Queste azioni del regime repressivo sono un chiaro esempio di omicidio e sparizioni forzate sponsorizzati dallo Stato, e la responsabilità principale ricade sul Velayat-e Faqih.”

Molti dei detenuti vengono processati segretamente, senza il diritto a un giusto processo, e rischiano dure condanne e minacce di esecuzione. Le agenzie di sicurezza hanno minacciato molti avvocati indipendenti, chiedendo loro di non assumere la difesa dei detenuti durante la rivolta. Noi, come membri di questa campagna, invitiamo tutte le famiglie degli arrestati e di coloro che hanno perso la vita ad alzare la voce e a rendere pubblici i nomi dei loro cari. Invitiamo inoltre tutte le persone oneste e gli attivisti per i diritti umani, sindacali, civili e politici a farsi portavoce dei prigionieri e di coloro che sono stati recentemente arrestati, con più forza che mai.

 Il regime dispotico continua le sue esecuzioni in modo sconsiderato e quasi isterico. Ad oggi, sono state giustiziate 123 persone, e oltre 2.350 dall’inizio dell’anno.

La legittima protesta del popolo iraniano e il ricordo delle migliaia di ragazze e ragazzi il cui sangue è stato ingiustamente versato dalle forze oppressive del regime fascista e religioso con proiettili e asce, hanno finalmente portato la Guardia Rivoluzionaria, principale responsabile di questi crimini, ad essere inserita nell’elenco delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea. Questo sviluppo rappresenta un passo fondamentale nella lotta del popolo iraniano ed è la richiesta non solo dei membri di questa campagna e di tutti i prigionieri politici, ma di tutto il popolo iraniano che da anni chiede libertà e uguaglianza.

Nell’ambito della campagna, in 56 carceri si svolgono scioperi della fame per la 106a settimana.

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