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Diritti umani

Peggiora la salute dei detenuti malati nelle carceri di Antalya

Le condizioni di salute di decine di detenuti gravemente malati nelle carceri di Antalya stanno peggiorando. L’Associazione di solidarietà tra le famiglie dei prigionieri e dei condannati di Antalya (TUAY-DER) e le famiglie stesse chiedono al governo di adottare misure legali e rilasciare i detenuti malati.

A seguito all’appello “Pace e società democratica” lanciato dal leader del popolo curdo Abdullah Öcalan il 27 febbraio, una delle principali richieste della società è la liberazione dei prigionieri gravemente malati. Tuttavia, mesi dopo l’appello, non si sono registrati progressi e le richieste pubbliche sono state ignorate. Molti detenuti nelle carceri di Antalya corrono rischi per la salute potenzialmente letali a causa del peggioramento delle condizioni.

Tra i casi più critici ci sono Devrim Ayık, Burhan Güneş, Abdülhamit Özdemir e Neslihan Çetin. La copresidente di TUAY-DER, Nazime Bayhan, ha sottolineato che questi prigionieri vengono spinti sempre più vicino alla morte e, nonostante le ripetute visite degli avvocati, non si registrano miglioramenti.

Ha sottolineato che Burhan Güneş soffre di oltre 10 malattie e che le condizioni di Neslihan Çetin sono gravemente peggiorate. Nazibe Bayhan ha esortato lo Stato ad adottare provvedimenti sinceri, invitando tutti a non rimanere in silenzio e a opporsi a queste ingiustizie.

L’artista curdo Axîn Biro (İbrahim Ertaş), detenuto nel carcere chiuso di tipo S di Manavgat, soffre di problemi alla prostata, diabete e molteplici allergie, aggravate dal clima di Antalya. Sua figlia Sarya Ertaş ha dichiarato che, nonostante le ripetute richieste di trasferimento, non è stata ricevuta alcuna risposta positiva e che le condizioni di detenzione sono inadeguate per le sue cure.

Un’altra detenuta gravemente malata, Neslihan Çetin, è stata sottoposta a un intervento chirurgico alla tiroide nel 2021 a causa di un gozzo tossico e deve assumere farmaci ormonali per tutta la vita. Suo padre, Halife Çetin, ha espresso profonda preoccupazione per la sua vita messa in pericolo dalla detenzione e ha chiesto il suo trasferimento in una struttura più vicina o il suo rilascio, sottolineando l’impossibilità per la famiglia di farle visita frequentemente a causa dell’età e della distanza.

 

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